Finanza
Sequestrato e picchiato per un debito
Ore di paura in via Cairoli, arrestati dopo un’indagine lampo dai carabinieri di Montecatini tutti e tre gli aggressori
MONTECATINI. Si sono arrampicati fino al balcone e, dopo aver sfondato la portafinestra, hanno fatto irruzione nell’appartamento. Inutilmente il giovane si è barricato in camera da letto: con due dischi da bilanciere trovati in salotto, i due aggressori hanno distrutto anche quella porta e, una volta dentro, si sono accaniti su di lui con pugni e calci. Pretendendo gli 80 euro dovuti per la cocaina acquistata poco prima. Un debito che nell’arco di poche decine di minuti si era tra l’altro ingigantito, fino a quasi 700 euro, per via dei danni ai telefoni cellulari che i due sostenevano di aver patito nel fare irruzione. In casa, niente soldi però. E quindi, ancora botte. Alla fine il giovane marocchino – 29 anni – è stato rinchiuso a doppia mandata nel suo stesso appartamento, svenuto sul letto. E lì malmenato nuovamente dai suoi aguzzini il giorno dopo. Fino a quando non è riuscito a scappare sul terrazzo e a chiedere aiuto.
Erano all’incirca le sei di lunedì pomeriggio in via Cairoli. Al termine di un’indagine lampo, con l’accusa di estorsione, rapina, sequestro di persona, lesioni e altri reati, i carabinieri di Montecatini hanno arrestato tre persone: i due aggressori iniziali e un terzo complice che si era unito a loro il giorno successivo. Si tratta di Abdelrazak Dahko, 22 anni, marocchino senza fissa dimora; Ahmed Dridi, tunisino di 33 anni, residente a Pistoia; e, il terzo, Haytam Barmaki, marocchino di 21 anni, anche lui senza fissa dimora.
Il giovane picchiato è stato invece medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di sette giorni. È stato lui a spiegare ai carabinieri quello che era accaduto.
L’aggressione. Sono circa le 19 di domenica quando il giovane marocchino torna a casa. Nei pressi del portone incontra Dahko, lo spacciatore da cui solitamente compra la cocaina. Si fa dare due dosi, ma non ha i soldi per pagarle. Gli dice che gli 80 euro glieli darà il giorno dopo. Dahko li vuole subito, ma lui entra in casa e si chiude dentro. Glieli darà il giorno dopo, gli ripete. Ma poco dopo Dahko torna insieme a Dridi. I due si arrampicano sul terrazzo e sfondano la portafinestra. Il giovane marocchino, che nel frattempo si è fatto le dosi, si chiude in camera mettendo l’armadio contro la porta. Ma i due la sfondano e iniziano a picchiarlo: ora di euro ne vogliono 680. E lo lasciano lì tramortito dopo avergli preso, come “anticipo”, il cellulare.
Il sequestro. Prima di andarsene, i due prendono le chiavi di casa e chiudono a doppia mandata la porta blindata. Imprigionando dentro la loro vittima. Che, comunque, resta praticamente svenuta su letto per un colpo ricevuto sulla testa e per via della droga assunta.
La seconda aggressione. Il giovane si sveglia solo il giorno dopo. Quando i due tornano. Altre botte: vogliono il pin e il codice di sblocco del cellulare, che nel frattempo hanno dato a Barmaki. Dopo poco arriva anche quest’ultimo, per fare sbloccare il telefono allo stesso giovane marocchino visto che lui non ci riesce. Ma a un certo punto la vittima riesce a scappare sul terrazzo, a gridare, a chiedre aiuto. Alcuni passanti lo vedono, e vedono Dahko e Dridi che lo picchiano ancora. E fermano una pattuglia di carabinieri che sta passando proprio di lì.
La fuga e gli arresti. Alla vista dei carabinieri, i tre si danno alla fuga dall’appartamento, dopo avervi nuovamente rinchiuso dentro il 29enne marocchino. Lui, però, dal terrazzo, indica ai militari del Norm i suoi aggressori. Barmaki viene bloccato dopo aver gettato a terra il cellulare della vittima, Dridi dopo che si era disfatto delle chiavi di casa della vittima. Dahko, invece, riesce a dileguarsi verso via del Salsero. Ma i carabinieri sono sulle sue tracce: hanno il suo nome e, poco dopo, anche una sua foto. E diramano le ricerche. Il fuggitivo viene rintracciato verso le undici e mezzo di lunedì sera, in via Tripoli, nei pressi di una pasticceria: i carabinieri lo trovano pedinando alcuni suoi conoscenti, e lo arrestano.
Su disposizione del pm Luigi Boccia, i tre vengono portati in carcere, a Pistoia, dove, ieri mattina, il gip del tribunale convalida l’arresto.
Massimo Donati
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