Proteste
Allagati dall’acqua termale Corso deviato con la draga
MONSUMMANO. Qualcosa si è mosso per Anna Lorenzi e Domenico Nicolella, proprietari della villetta di via Tre Fontane, a Monsummano, invasa dall’acqua termale dell’ex stabilimento Grotta Parlanti. Nei...
MONSUMMANO. Qualcosa si è mosso per Anna Lorenzi e Domenico Nicolella, proprietari della villetta di via Tre Fontane, a Monsummano, invasa dall’acqua termale dell’ex stabilimento Grotta Parlanti. Nei giorni scorsi il corso dell’acqua è stato deviato con una draga. Lavori provvisori, ovviamente, per salvare il salvabile, ma l’ultima speranza potrebbe essere uno scannafosso per separare – ma soprattutto isolare – la loro proprietà da l complesso alberghiero e termale.
L’aspetto che oggi ha la struttura è quello di un cantiere in preda a degrado e ai vandali. I lavori, infatti, sono fermi da tempo immemore. A gennaio l’immobiliare terme Grotta Parlanti srl, che aveva acquistato i terreni e avviato le opere, è stata dichiarata fallita, mentre nell’udienza dell’8 marzo, il giudice ha nominato come curatore fallimentare il commercialista di Massa e Cozzile, Nino Maffia.
«Sono a conoscenza della situazione soltanto da poco, vista la mia recente nomina – spiega –, ma è chiaro che è necessario intervenire prima possibile. Innanzitutto bisognerà intubare di nuovo le acque sorgive. Le tubature, per via dell’eccesso di calcare, sono implose e adesso l’acqua si disperde ovunque allagando ogni cosa».
Si spiega così l’invasione di acqua termale contro cui la famiglia Nicolella è costretta a fare i conti. «Da parte dei coniugi e del loro legale – prosegue il commercialista – ho ricevuto delle richieste riguardo a un intervento per la realizzazione di uno scannafosso destinato alla raccolta e al convogliamento delle acque termali. Cercherò di definire questa posizione, a beneficio della famiglia e anche per evitare eventuali danni a terzi».
«Il mio obiettivo – conclude Maffia – è quello di attivarmi per facilitare, nei tempi più brevi possibili, la cessione dell’intero lotto in cui la famiglia Nicolella realizzerà, a proprie spese, lo scannafosso». Urge trovare al più presto, insomma, una soluzione definitiva.
Martina Trivigno
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