Gioco
I cartelloni elettorali fermano la frana dei massi dalle mura del castello
La pubblicità del 4 marzo limita i danni dei nuovi crolli nel borgo antico di Larciano I residenti: «Hanno bloccato la caduta, ma occorre mettere in sicurezza la fortezza»
LARCIANO. Invocano sicurezza, gli abitanti di Larciano Castello. Chiedono che la spada di Damocle – che da troppo tempo, ormai, pende sulle loro teste – smetta di spaventarli. Qualcosa si è mosso da quando, nel dicembre dello scorso anno, esasperati e molto preoccupati, affidarono il loro sfogo alle pagine del Tirreno. «A fronte del silenzio totale della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio – spiegano – abbiamo visto un buon interessamento da parte delle istituzioni locali. Peccato, però, che nessuno si preoccupi ancora della messa in sicurezza delle mura. Nei giorni scorsi, infatti, altre pietre sono cadute e, per caso, ci hanno pensato i tabelloni elettorali a fermare la loro corsa». Sì perché sono stati proprio i pannelli in alluminio, sulla cui superficie ancora capeggiano i volti dei candidati alle elezioni politiche del 4 marzo, a contenere l’ultima caduta dei massi, salvando così una situazione di fatto precaria.
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«La nevicata del primo marzo – aggiungono i residenti – ha contribuito a peggiorare le condizioni delle mura storiche. Pietre di grosse dimensioni hanno cominciato a staccarsi dalla cinta muraria, cadendo poco distante dalla fermata dello scuolabus. Questa volta, a impedire che si abbattessero su auto o, peggio ancora, persone, ci hanno pensato i tabelloni. Ma non è più possibile continuare così. È tempo di prendere provvedimenti definitivi» . Una situazione di pericolosità, tuttavia, che non riguarderebbe soltanto le mura del Castello in prossimità della porta Nord Ovest. «Anche la porta Sud – proseguono – presenta allarmanti segnali di pericolosità. È ben visibile, infatti, un grosso schianto e anche tutte le mura perimetrali non godono di buona salute. Ma nessuno parla di sicurezza» .
Una necessità, quella del restauro dell’intera cinta muraria, che gli abitanti rivendicano a gran voce per evitare «conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza degli abitanti», ma anche dei numerosi turisti che, soprattutto in estate, affittano gli appartamenti di Larciano Castello.
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E queste stesse motivazioni erano state consegnate, cariche di speranza, al prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni. Che, a sua volta, aveva scritto alla sindaca Lisa Amidei e al comandante provinciale dei vigili del fuoco, chiedendo conto di «ogni notizia e iniziativa assunta» sulla caduta delle pietre dalle mura dell’antico borgo medievale di Larciano Castello. Da allora, all’interno del circolo “Il Castello” , si sono svolte due assemblee in cui l’amministrazione comunale, accompagnata da alcuni tecnici, si è confrontata con le istanze dei cittadini.
«Le mura sono proprietà privata – concludono i residenti – e sono stati individuati ben undici proprietari. Ci rendiamo conto dell’enorme difficoltà di riuscire a metterli tutti d’accordo, ma il recupero della cinta muraria del Castello assume, ogni giorno di più, un’importanza vitale. Sono già stati compiuti degli importanti passi in avanti. Ma quello che ora chiediamo è un intervento di messa in sicurezza del paese. Un atto doveroso e necessario per salvaguardare la nostra incolumità e pure quella dei turisti che, ogni anno, ci scelgono come meta di svago».
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