Il Tirreno

Montecatini

Lo stalker si difende: «Ho soltanto cercato di riavere un gioiello»

di Luca Signorini
Il tribunale di Pistoia
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Il tribunale di Pistoia

Dopo aver patteggiato la pena per atti persecutori contro la ex amante, il 59enne pistoiese ora denuncia per calunnia la presunta vittima

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MONSUMMANO. Una relazione finita male e arrivata nelle aule del tribunale a causa di un braccialetto d’oro, ultimo ricordo della moglie di un 59enne pistoiese che tentava di riavere quel monile, e invece è stato denunciato per atti persecutori. Una denuncia che è diventata condanna a una pena di 8 mesi di reclusione, conclusa in un patteggiamento di fronte al gip di Pistoia. Un gioiello che l’uomo aveva prestato alla sua ex amante, con la promessa di una sua restituzione, mai però avvenuta. Secondo l’accusa l’uomo, dopo il patteggiamento, era tornato a perseguitare la donna, e per questo è stato citato a giudizio immediato con la disposizione della misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla sua vittima a meno di 500 metri, e di contattarla in qualunque modo. Sulla vicenda si registra la versione dell’avvocato difensore dello stalker, Michele Moceri.

«Il mio cliente è stato citato a giudizio per un episodio che non rappresenta reato – afferma il legale di Monsummano – l’impianto accusatorio è basato sulle immagini di una telecamera dove si vede passare l’auto di lei e poco dopo l’auto di lui, il fatto è che abitano a 800 metri di distanza, quindi è una situazione del tutto normale. Per questo ho chiesto il giudizio abbreviato, il gup del tribunale ha annullato il processo del 13 aprile e fisserà una nuova udienza. E tra l’altro il mio assistito mi ha dato mandato di procedere con una denuncia per calunnia nei confronti della donna».

La storia raccontata dall’avvocato è quella di un rapporto basato sulla fiducia, diventato amore e alla fine naufragato per i soldi. Agli atti restano i messaggini offensivi e minatori, le foto hard inviate al marito della vittima e una scenata pubblica di fronte a una piscina. «Il mio cliente aveva una moglie gravemente malata, e la presunta vittima è stata chiamata ad assisterla – riprende Moceri –. Deceduta la moglie, questa donna ha continuato a frequentare la casa. Al mio assistito, che era consenziente, chiedeva in continuazione soldi e regali, e ha finito per prosciugarlo di tutti i suoi averi. Dopo il prestito del braccialetto d’oro la signora ha chiuso la relazione. A quel punto il presunto stalker ha cercato di riavere in maniera insistente quell’oggetto. E non è vero che la donna ha avuto disturbi psichici a causa di questa storia, perché è sotto controllo medico da oltre 10 anni».

Secondo il legale, la vittima dello stalking e suo marito, che fin dal principio non sarebbe stato estraneo alla vicenda, «vanno a caccia dei soldi e vogliono rovinare la vita al mio cliente». «Hanno chiesto nel primo processo 50. 000 euro di risarcimento danni, ma la sentenza di patteggiamento non fa fede in sede civile. Queste persone puntano alla ripetuta condanna per avere quei soldi». Chiude l’avvocato: «Il mio cliente si sente perseguitato e sta pensando a gesti estremi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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