Toscana
Salma fermata all’ingresso: «Ci dissero che era tutto ok»
PIEVE A NIEVOLE. «Martedì 6 marzo si sono svolti i funerali di mio nonno, un uomo anziano di 83 anni, Giovanni Di Miele. Arrivati al cimitero di Pieve a Nievole abbiamo scoperto con nostra...
PIEVE A NIEVOLE. «Martedì 6 marzo si sono svolti i funerali di mio nonno, un uomo anziano di 83 anni, Giovanni Di Miele. Arrivati al cimitero di Pieve a Nievole abbiamo scoperto con nostra incredulità che non ci era permesso portare all’interno il nostro caro defunto».
La storia era stata riportata anche dal Tirreno, raccontando che a un certo punto era stato chiesto anche l’intervento dei carabinieri. E fornendo la versione del sindaco di Pieve, secondo cui ci fu un’errore nella compilazione del modulo di autocertificazione da parte dei familiari. Ora è Benedetto Savino a fornire il racconto della famiglia.
«In mattinata – dice Savino – i figli del defunto si sono recati negli uffici del Comune per acquistare il loculo. Dopo un controllo del dipendente è stato riferito loro che era tutto ok, perciò i parenti hanno provveduto all’acquisto e pagamento. L’addetto ha anche chiesto per quanto tempo il defunto fosse stato residente in Pieve a Nievole (negli ultimi anni risiedeva a Monsummano, ndr) ma i parenti non ricordavano con precisione il periodo. Dopo essere andato a controllare, l’addetto è tornato dicendo che non c’erano problemi per la sepoltura».
«Ma il problema – prosegue il racconto – sorge nel pomeriggio, quando arrivati al cimitero i custodi ci hanno bloccato l’accesso dicendoci che dal Comune era arrivato l’ordine di non far entrare la salma perché non aveva diritto ad essere sepolta lì, in quanto il nonno non era stato residente per almeno 30 anni. Ciò che i parenti si chiedono è: cosa ha controllato l’addetto del Comune al momento della vendita del loculo, visto che per lui non c’erano problemi? Sarebbe bastato usare un po’ di umanità e rispetto nei confronti sia del defunto che dei parenti. Sono dovuti intervenire i carabinieri per far entrare la salma e posizionarla temporaneamente in una cappella, in attesa di chiarire il malinteso con il Comune».
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