Il Tirreno

Montecatini

Rientrano nelle case le sei famiglie sfollate a Medicina

di Maria Salerno
Rientrano nelle case le sei famiglie sfollate a Medicina

I vigili del fuoco: «La situazione è stabile e i rischi contenuti» Il Comune posiziona i geo blocchi contro nuovi smottamenti

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PESCIA. Sono rientrate a casa le sei famiglie che nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 marzo erano state fatte sgomberate in via precauzionale, a causa della frana sulla strada che da Pietrabona conduce a Medicina. Tanta paura, soprattutto perché, a differenza di altri movimenti franosi che hanno interessato la collina pesciatina a causa delle forti piogge degli ultimi giorni, quella sulla strada per Medicina riguardava una porzione molto estesa, caratterizzata da una forte pendenza e a soli 30 metri dalle abitazioni.

Già nel pomeriggio di domenica, sul posto sono arrivati i tecnici del Comune, insieme alla protezione civile e ai vigili del fuoco del distaccamento di Pescia e Montecatini, i carabinieri e i vigili urbani. «La situazione al momento appare stabile – hanno rassicurato i vigili del fuoco, che sono rimasti sul posto fino a notte inoltrata – e a meno che non si stacchi qualcosa a monte, il rischio residuo è piuttosto contenuto ormai».

Per la piccola frazione montana si tratta dell’unica via di accesso a valle, tanto che chi è rimasto fuori casa, domenica, per rientrare nella propria abitazione ha dovuto attraversare una strada privata per gentile concessione di una residente.

Mentre i vigili del fuoco stanno provvedendo in queste ore a tagliare alberi e rami, una ditta specializzata, incaricata dal Comune, sta già provvedendo, in queste ore, a mettere in sicurezza la zona attraverso il posizionamento di tre file di geo blocchi per contenere la frana e prevenire eventuali altri movimenti franosi.

Gli abitanti hanno ringraziato tutti coloro che sono subito intervenuti, ripristinando la situazione. Solo qualche giorno prima un’altra frana, seppure di minore entità, aveva riguardato la vicina zona di Santa Margherita. Anche in quel caso la frana aveva invaso la sede stradale e aveva bloccato il traffico per alcune ore. Qualche anno fa, una frana simile aveva interessato la stessa zona e a distanza di circa 300 metri un altro movimento franoso, seppur di entità minore, si svolgeva quasi in contemporanea a quello più grosso.

«Quando la terra è pregna d’acqua come in questi giorni – hanno sottolineato i vigili intervenuti sul posto – non c’è manutenzione del territorio che tenga purtroppo. È quasi inevitabile che si verifichino situazioni del genere. Ciò non toglie che un’ordinaria manutenzione agricola e del bosco limiterebbe di molto il rischio di dissesto idrogeologico che in questi giorni sta mettendo a dura prova l’intero territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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