Finanza
Terme ai montecatinesi? Ecco come
Il commercialista Pacini propone una fondazione di privati che vada a chiedere un mutuo da 20 milioni alle banche
MONTECATINI. Albergatori, commercianti, professionisti e cittadini uniti nel tentativo di acquistare le quote della società Terme Spa in mano alla Regione Toscana (il 67%), il cui bando di vendita dovrebbe essere pubblicato a maggio. Siamo al capitolo due e a una corsa contro il tempo per un tentativo già naufragato negli ultimi due anni, quando il comitato “Montecatini per le terme” non riuscì nell’intento di coinvolgere un centinaio di piccoli imprenditori e raccogliere 5 milioni di euro.
Giovedì sera, 15 marzo, all’hotel Plaza c’erano anche gli animatori di quel gruppo, Pasquale Passaretti (hotel Puccini) e Pier Francesco Greco (Data Medica), a dare sostegno alla nuova iniziativa proposta da Franco Pacini, commercialista e responsabile termalismo di Forza Italia, nell’occasione con la cravatta ma senza la casacca del politico.
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L’idea che Pacini ha condiviso con il collega Federico Paolini, prevede la costituzione di un soggetto giuridico (un consorzio o una fondazione) formato da privati, che si autofinanzi con una cifra compresa tra 1,5 e 3 milioni di euro all’anno e che detti le linee guida del bando regionale. Il fondo andrebbe ad acquistare le azioni sul mercato e a sostenere un mutuo da 20 milioni (la garanzia sarebbe il patrimonio immobiliare delle Terme) da pagare in 20 anni con un tasso d’interesse del 2% e rate da circa 1,2 milioni: i soldi andrebbero tutti alla voce investimenti (tra le obiezioni sollevate c’è però l’assenza di un piano industriale per il rilancio).
E i 400.000 euro che potrebbero “avanzare” saranno utilizzati per coprire il debito corrente, quantificato in 10 milioni di euro totali.
C’è poi il pool di banche a credito per altri 20 milioni: nel progetto di Pacini gli istituti finanziari trasformerebbero quelle sofferenze in quote, diventando anche loro azionisti delle Terme Spa. Dalla parte dei relatori anche Andrea Bonvicini, della nota griffe di corso Matteotti, addetto alle slide e ai contributi video. Dell’architetto Mario Capaccioli l’introduzione dell’incontro.
Sala piena, ma più dubbi che speranze tra i presenti: da Fabio Cenni (Assohotel Confesercenti) a Sabrina Gilardi (Confindustria Toscana Nord e Ranieri Viaggi), da Sandra Magnani (Movimento 5 Stelle) a Massimo Boni (coordinatore provinciale di Forza Italia), fino a una veloce apparizione di Andrea Quaranta, presidente della commissione comunale società partecipate.
«Noi vogliamo e dobbiamo cambiare le cose, sollecito l’animo imprenditoriale di tutti – ha detto il commercialista – e sono convinto che se questa città si muovesse in maniera unitaria, arriverebbero a Montecatini anche altri soggetti e imprenditori a cui affidare la gestione del bene o affittare un ramo di azienda. Il Comune manterrebbe il suo 33% e magari si potrebbe fare carico di Tettuccio e Redi, accollandosi una parte del debito. Ci sarebbero tre soci: noi, le banche e il municipio».
I calcoli di Pacini fanno riferimento alla tassa di soggiorno, la tariffa sugli ospiti degli hotel che dal 2012 frutta al Comune da 1,3 a 1,8 milioni di euro. Il contributo volontario (o tassa di scopo) sostituirebbe la gabella sul turista: secondo la proposta, per rientrare da questi soldi persi l’amministrazione dovrebbe riassorbire Montecatini Parcheggi (entrata presunta 800.000 euro) e avrebbe un maggiore gettito Irpef di 500.000 euro, perché «se il rilancio delle terme andasse in porto, sarebbe un volano per l’economia e aumenterebbe i redditi di tutti».
«Ma dobbiamo fare in fretta, siamo all’ultima spiaggia», è l’appello di Pacini. Che chiede alle categorie di riunire gli iscritti e discutere della questione.
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