Il dolore
Il Pd senza candidato e anche su Bellandi non c’è ancora accordo
PESCIA. Il Pd pesciatino ancora in cerca di un candidato sindaco “unitario”. Vale a dire capace di mettere d’accordo tutti. Nelle ultime ore, voci di corridoio, prontamente smentite dalla segreteria...
PESCIA. Il Pd pesciatino ancora in cerca di un candidato sindaco “unitario”. Vale a dire capace di mettere d’accordo tutti. Nelle ultime ore, voci di corridoio, prontamente smentite dalla segreteria del partito, davano come candidato in pectore Francesco Bellandi, cardiologo e medico di base pesciatino. Professionista stimato, senza un passato politico, un membro della cosiddetta “società civile”. Secondo indiscrezioni, proprio nella sua figura sarebbe stato individuato un papabile candidato, ma “non gradito” da tutte le anime del partito. C’è, infatti, chi vede nella scelta eventuale della persona conosciuta nell’ambito della comunità, prevalentemente in virtù della sua professione, un “modus operandi” della politica non più attuale o al passo coi tempi.
«Al momento stiamo percorrendo tutte le strade per andare verso la candidatura unitaria come da mandato congressuale e a quanto espresso dalla direzione in seguito alla recente consultazione» ha precisato Elisa Romoli, segretario del pd pesciatino, smentendo il nome di Bellandi. Dopo il rifiuto di Marco Niccolai e Maurizio Aversa e il passo indietro di Marco Della Felice, ad oggi, comunque, il Pd sembra essere rimasta l’unica forza politica in campo senza un candidato.
Oltre alle liste civiche, i cui aspiranti sindaci sono stati presentati, il centrodestra sembra avere trovato la quadra sotto il nome di Francesco Conforti e recentemente anche il Movimento 5 Stelle ha annunciato che scenderà nell’agone delle amministrative, candidando Marco Ardis come primo cittadino. Dopo lo scioglimento della riserva di Oreste Giurlani, avvenuta giovedì scorso, a correre per le amministrative, con due liste a sostegno formate da persone della società civile e con nessuna rappresentanza dei partiti, la difficoltà del Partito democratico a serrare le fila e preparare un programma di governo della città sembra ancora più evidente.
Paradossalmente – ironizza qualcuno – sembra il partito ad essere rimasto “orfano” di sindaco, dopo la bufera che lo scorso 1° giugno ha investito il Comune con l’arresto di Giurlani, piuttosto che l’ex primo cittadino, che da allora risulta ancora “sospeso” dal partito.
Maria Salerno
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