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Truffe ai danni della Sisal: tre condanne in tribunale

Truffe ai danni della Sisal: tre condanne in tribunale

Oltre al loro “reclutatore”, alla sbarra per ricettazione marito e moglie che si erano prestati a far accreditare sui loro conti i soldi sottratti alle ricevitorie

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PISTOIA. L’organizzazione individuava le sue vittime tra i gestori delle ricevitorie. E lo “specialista” di turno le contattava spacciandosi per referente della Sisal, la società che gestisce numerosi giochi, tra cui Super Enalotto e Vinci la vita-Win for life. E faceva loro credere che si erano verificate alcune incongruenze contabili nelle giocate, invitandole ad effettuare immediatamente delle ricariche su delle carte postepay per sanare le problematiche rilevate. Le carte ricaricate in realtà appartenevano ai complici dei truffatori, che provvedevano, nel giro di pochissimi minuti, a prelevare il denaro attraverso sportelli automatici sempre diversi.

Una truffa portata alla luce nell’aprile dello scorso anno, grazie ad una complessa indagine portata avanti dagli investigatori della Polizia postale di Pistoia e coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Ieri mattina, in tribunale, sono arrivate tre pesanti condanne da parte del giudice monocratico Jacqueline Magi. Alla sbarra, una coppia di conviventi titolare di più corti correnti postali e carte Postepay attraverso i quali l’organizzazione riusciva ad appropriarsi del denaro truffato alle ricevitorie. Assieme a loro, colui che li aveva reclutati per tale ruolo. Processati tutti con il rito abbreviato con l’imputazione di ricettazione, i primi due – Piero Del Sarto, 64 anni, e Daniela Mancini, 60, residenti a Ponte Buggianese – sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi di reclusione, il terzo, Socrate De Natale, 63 anni, residente ad Altopascio, è stato condannato a 4 anni.

Le indagini della Postale di Pistoia avevano preso il via nel 2015, in seguito alle prime denunce presentate da alcuni esercenti pubblici della nostra provincia vittime dell’ingegnosa truffa. Che aveva inizio con una telefonata alla tabaccheria di turno. L’esercente veniva indotto a credere che all’altro capo del telefono vi fosse un referente della Sisal, che lo informava che attraverso i consueti controlli erano state riscontrate delle incongruenze contabili, degli ammanchi sugli importi che da quella ricevitoria avrebbero dovuto confluire nelle casse della società che gestisce i vari giochi in questione. Un problema che, comunque, sarebbe stato sanabile facilmente, con una ricarica tramite Postepay su una carta intestata alla Sisal. In realtà gli estremi forniti alla vittima di turno erano quelli di una carta che apparteneva ai complici dei truffatori. (m.d.)

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