Italia
Chevrier in mostra a villa Martini
Dal 17 marzo le opere dell’artista livornese di nuovo al museo di Monsummano
MONSUMMANO. Il Museo di arte contemporanea e del novecento di Villa Martini inaugura la mostra dedicata a Ferdinando Chevrier, artista livornese che dall’arte figurativa ha sperimentato l’informale e l’astrattismo geometrico. Dal 17 marzo al 24 giugno saranno esposte 45 opere tra dipinti e fogli di grafica, realizzate in un periodo compreso tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ‘80, tre sculture eseguite tra gli anni ‘60 e ‘70, e una ricca documentazione fotografica e giornalistica, non solo della lunga attività dell’artista, ma anche dell’evolversi dell’arte astratta in Italia.
La mostra mette in luce un aspetto nuovo di Chevrier, che si è dedicato anche alla progettazione ed esecuzione di oggetti d’arredo quali paraventi, cassapanche, appendiabiti, o indumenti quali sciarpe e foulard. L’artista è già stato presente a Monsummano nel ‘98 con la mostra “Correnti astratte in Toscana 1947-1977”, donando una sua opera “Frammenti”.
Durante il periodo espositivo il museo ha previsto incontri, visite guidate e laboratori per bambini e famiglie (tutti gratuiti) dedicati all’artista e all’astrattismo: l’8 aprile “Abstract Lab”, il 15 aprile e il 19 maggio visite guidate alle 16,30, il 26 aprile (alle 17,30) “Pomeriggi con l’arte”.
Inoltre è stato promosso il concorso “Critico d’arte per un giorno”: bambini, giovani e adulti sono invitati a esprimere le loro impressioni, emozioni e stati d’animo di fronte alle opere (per partecipare basta inviare una foto, un disegno o un rielaborato grafico accompagnati da un commento su un’opera, all’indirizzo museoac@comune.monsummano-terme.pt.it.). La premiazione è prevista il 17 giugno.
La mostra è a cura di Paola Cassinelli e Marco Giori e si avvale della consulenza tecnico-scientifica dell’associazione Archivi Legali Ferdinando Chevrier che è rappresentata da Maurizio Chevrier, figlio dell’artista, e segue l’antologica “Ferdinando Chevrier: il movimento e la tensione” che si è tenuta alla Fondazione Livorno Arte e Cultura. (lu. si.)
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