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«A Pieve a Nievole il porta a porta già fra ottobre e novembre»

«A Pieve a Nievole il porta a porta già fra ottobre e novembre»

Rifiuti e polemiche: la sindaca replica alle accuse sull’aumento della Tari

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PIEVE A NIEVOLE. «Se credono di acquistare punti dichiarando falsità smontabili da atti ufficiali, questo è un insulto all’intelligenza dei pievarini”. La sindaca di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti non ci sta ad essere il parafulmine delle bordate ricevute sull’introduzione del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, portato in dote da Alia Spa, il nuovo gestore di area vasta (province di Pistoia, Prato e Firenze), con un aumento del 20,1% della Tari dal 1° gennaio 2018, a cui si aggiunge un ulteriore incremento nel 2019 del 27%.

«Le persone che mi attaccano vendono bufale: dal Piano economico finanziario del gestore si legge che Pieve passerà al porta a porta durante il primo anno, cioè il 2018, mentre Montecatini nel terzo anno, cioè il 2020. E sempre nel 2020 verrà attivato il centro di raccolta, che deve essere comune tra i due territori. Noi nel frattempo utilizzeremo l’impianto che si trova nel Fossetto, a Cintolese».

Respinge dunque al mittente le accuse secondo cui il servizio dovrebbe entrare in funzione nel 2020 (Diolaiuti aveva già dichiarato al Tirreno che l’avvio del porta a porta è previsto tra ottobre e novembre prossimi), a fronte di un già scattato aumento della tassa.

L’argomento ha infuocato il consiglio comunale di mercoledì sera: sono volate parole grosse dai banchi dell’opposizione (centrodestra e Movimento 5 Stelle), e si è registrata l’assenza in polemica di Giuseppe Mezzatesta, consigliere di maggioranza del gruppo civico Nuova Forza Popolare, che ha tra l’altro promosso una raccolta firme e una mozione per ridiscutere il contratto in vigore con Alia Spa, denunciando un mancato confronto sul tema.

«Chi ha dichiarato sulla stampa cose del tutto infondate e smentite dagli atti, se ne assumerà la responsabilità – insiste la sindaca – E dire che l’aumemento della Tari è utile a far quadrare il bilancio (il dito è puntato verso il centrodestra, ndr), dimostra nuovamente la totale disconoscenza delle regole più elementari visto che per legge le spese per la gestione del ciclo dei rifiuti devono essere coperte al cento per cento dalle relative entrate, che di conseguenza non possono essere destinate ad altro». (lu.si.)

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