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Raccolta di firme contro l’aumento della tassa sui rifiuti

Raccolta di firme contro l’aumento della tassa sui rifiuti

Il rincaro Tari dovuto al sistema di smaltimento porta a porta  che sarà introdotto da Alia. Duro scontro in consiglio

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PIEVE A NIEVOLE. Una raccolta firme e una mozione promosse dal gruppo civico Nuova Forza Popolare per chiedere di ridiscutere il contratto con Alia servizi ambientali Spa. Invece di rientrare, si fa sempre più feroce la polemica sull’aumento della tassa sui rifiuti con l’introduzione del sistema di raccolta con il metodo del porta a porta.

Mercoledì sera un consiglio comunale infuocato e lunghissimo (dalle 20,30 fin dopo le 2 di notte) ha trattato il tema: sono volate parole grosse. E già si sapeva dell’assenza di Giuseppe Mezzatesta, consigliere di maggioranza di Nuova Forza Popolare: un dissidio all’interno della coalizione che difficilmente sarà sanato. Spiega Massimiliano Russo, che del gruppo civico è il responsabile: «In consiglio è stato stipulato un contratto di 20 anni con il nuovo gestore Alia: si prevede un incremento retroattivo della Tari del 20,19% dal 1° gennaio 2018, quando il servizio entrerà in funzione nel 2020, come a Montecatini. E non solo: i cittadini e le aziende di Pieve a Nievole nel 2019 dovranno attendersi un ulteriore aumento del 27%. Si vanno a toccare i portafogli delle persone, e noi non ci stiamo».

Da qui la raccolta firme e la mozione da portare alla prossima riunione consiliare. La protesta: «Ci è stato spiegato che l’imposta più salata è necessaria per l’acquisto di macchinari, attrezzature e cassonetti per permettere l’avvio del porta a porta: crediamo che questo sia un problema dell’azienda che ha vinto la gara d’appalto, non certo dei cittadini».

«Una polemica sterile e strumentale, è solo propaganda elettorale di basso livello. E tra l’altro aumenti del genere ci sono stati anche a Massa Cozzile e Chiesina Uzzanese, dove ricordo l’amministrazione è di centrodestra»: derubrica così la questione Tari il sindaco di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti.

Il primo cittadino sostiene che l’accelerazione sul porta a porta era cosa nota da tempo: «È una decisione che viene da lontano, fin dal 2010 e dalla costituzione dell’Ato Toscana Centro. L’arrivo progressivo alla nuova gestione dei rifiuti era tra i punti delle nostre linee programmatiche. Ciò che però dovrebbe interessare è l’attenzione verso la tutela dell’ambiente, il passaggio dal 40 al 70% di rifiuti differenziati. È chiaro che il servizio diventa più costoso e ci vuole tanto personale, ma c’è anche una qualità molto più alta».

Altre bordate dal centrodestra: «Il sindaco ha dato delle risposte buffe, andremo a pagare un servizio che non c’è – insiste il consigliere Mario Suzzi – nel piano finanziario di Alia c’è un aumento di 238.000 euro l’anno: non è che questi soldi servono per pareggiare un bilancio comunale che tentenna da qualche anno? Qui non si fanno gli interessi del paese, noi siamo seriamente preoccupati». I rifiuti scottano, anche con il gelo.

Luca Signorini

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