Il Tirreno

Montecatini

«Stop alla dismissione»

M5S propone di far confluire Montecatini in Terme di Toscana

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MONTECATINI. “Si fermi la dismissione delle Terme e la Regione crei un nuovo organismo che da Montecatini inglobi poi le altre due strutture pubbliche”. Il Movimento 5 Stelle ha presentato per questo un atto in consiglio regionale a firma del capogruppo Gabriele Bianchi.«Le terme – spiega Bianchi – sono un patrimonio strategico della Regione e dei Comuni. Mentre il Pd continua a tentare di far accettare ai cittadini la svendita di questo patrimonio, senza alcuna visione strategica di rilancio, noi abbiamo presentato l’unica alternativa a questo scempio. Il duo Pd-Rossi (Leu) vuole svendere le quote per pagare i debiti e ritrovarsi come unica liquidazione non denaro da investire, ma alcuni immobili termali».

«Capite l’assurdo? – prosegue Bianchi – Svendono le quote per fare cassa e poi sanno già che si troveranno in mano solo alcuni immobili, magari i meno appetibili perché scartati dai privati, con poi la necessità di rivenderli. Uno scenario inaccettabile che sarebbe l’emblema del fallimento del piano di razionalizzazione regionale».

«Noi non possiamo permettere al Pd e a Rossi di arrivare a tanto», sottolinea Bianchi. Che poi precisa: «per questo abbiamo proposto la creazione di un contenitore aziendale, a capitale interamente regionale, derivante dall’acquisizione delle partecipazioni regionali detenute nelle società di Montecatini, Casciana e Chianciano. Tale società, nei confronti della quale occorrerebbe applicare deroghe che la escludano dall’applicazione del decreto Madia, avrebbe il compito di tutelare e valorizzare i beni immobiliari, con visione d’insieme, destinando a società private la gestione dei servizi. Questa società potrebbe non nascere dal nulla, ma prodursi dal cambio di denominazione e ragione sociale da Terme di Montecatini spa in Terme di Toscana spa, agendo poi per incorporazione del patrimonio immobiliare in quota regionale delle altre aziende: Chianciano e Casciana.

«Questa operazione è stata già realizzata in Friuli. In questo modo otterremmo tre risultati: rispetteremmo i requisiti del decreto Madia, tuteleremmo il patrimonio termale e garantiremmo i debitori tramite un’operazione di razionalizzazione. Le terme sono un patrimonio da valorizzare, il fatto chesiano state solo sintomo di spreco di denaro pubblico è responsabilità di chi le ha governate», conclude Bianchi.

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