Il Tirreno

Montecatini

«Nessun supermercato nelle Terme»

David Meccoli
Il bando per la privatizzazione potrebbe vedere la luce prima della scadenza prevista per il 31 maggio
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Il bando per la privatizzazione potrebbe vedere la luce prima della scadenza prevista per il 31 maggio

L’assessore regionale sul prossimo bando: «La gestione delle acque resta pubblica, la pianificazione del territorio al Comune»

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MONTECATINI. Un bando che potrebbe vedere la luce anche prima della scadenza prevista per la sua pubblicazione, fissata per il 31 maggio, con precise indicazioni (da concordare «con il contributo fondamentale del Comune») circa la gestione delle acque. Perché, per dirla con le parole dell’assessore regionale Federica Fratoni (ieri in audizione in commissione società partecipate), “non è che negli stabilimenti verrà fatto un supermercato, ma un albergo invece…”. Terme, quindi, al centro del dibattito nell’organismo presieduto da Andrea Quaranta, che ha anche rivelato che il collega di partito Maurizio Carrara (Forza Italia) sarebbe interessato a rilevare le quote della Regione, suscitando per questo la scettica ilarità del vicesindaco Ennio Rucco, che si è detto pronto a sostenere la sua candidatura qualora fosse vero.

Per il resto Fratoni ha dapprima parlato del doppio binario sul quale si sta lavorando a Firenze. «Da una parte – ha detto – stiamo cercando soluzioni per aumentare la marginalità della società, rafforzando le convenzioni con il servizio sanitario regionale, e siamo anche vicini a firmare il nuovo accordo con le banche. Dall’altra abbiamo proposto al socio Comune di individuare il soggetto privato non con una semplice gara al massimo rialzo, ma tenendo anche conto della gestione della concessione delle acque termali».

E questo dopo che, a più riprese, sono emerse diversità di vedute circa la “strategicità” delle Terme tra i due enti pubblici: «Per me le Terme sarebbero dovute rimanere pubbliche, ma ora è il momento di chiedere che il nuovo proprietario si porti dietro un gestore adeguato», ha detto il sindaco Giuseppe Bellandi. Per Fratoni questo «non significa che il Comune diventa quiescente del percorso di privatizzazione, ma che darà il suo contributo nella selezione del soggetto, tenendo conto della progettualità e delle ricadute economiche per la città».

Fratoni ha poi dovuto aprire il suo scudo per respingere le bordate dell’opposizione, replicando prima ad Andrea Quaranta, che ha ritirato fuori la promessa dei 50 milioni da parte del governatore Enrico Rossi («Il presidente disse che avrebbe finanziato una società in pareggio, cosa che non è più avvenuta», ha detto l’assessore) e poi a Cristiano Berti (M5S), che ha accusato la Regione di volersi disimpegnare dalle “sue” Terme : «È arrivato il momento di intercettare il soggetto giusto in grado di rilanciare la società». Berti ha aggiunto che sarebbe stato più opportuno che la Regione fosse rimasta proprietaria degli immobili termali e che la gestione fosse invece esternalizzata, in questo trovando un i alleato in Rucco, che ha affermato che «nel caso il bando andasse deserto, ci sarebbe la possibilità di dare la gestione pluridecennale a un privato».

«Posto che il Tettuccio resterà comunque pubblico – ha risposto Fratoni – non vedo perché l’Imbottigliamento o l’Excelsior non possano andare ai privati: l’importante è che funzionino, eroghino servizi e diano lavoro. È un po’ complicato dire a un privato vieni, gestisci bene e noi pensiamo a ripagare i debiti. E poi la gestione delle acque resta pubblica e la pianificazione del territorio è in mano al Comune. In altre parole: non arriveranno la Lidl o Euronics, ma un albergo… perché no?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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