Proteste
«Variante Panigada La decisione spetta l prossimo consiglio»
Dopo Fi e “Voltiamo pagina” interviene “Pescia è di tutti” «Non possiamo mandare al collasso l’abitato di Collodi»
PESCIA. La variante Panigada torna a far discutere. Dopo Forza Italia e la lista civica “Voltiamo Pagina” con Giancarlo Mandara sindaco (erroneamente indicata come Italia Domani, nel nostro articolo di venerdì 23febbraio), adesso è il gruppo politico “Pescia è di tutti” a esprimersi sul piano di riqualificazione della cartiera di Collodi.
«Oggi sembrano essere tutti dell’idea che non si possa mandare al collasso il centro abitato di Collodi autorizzando, dal punto di vista urbanistico, strutture che incentivino il turismo – ha sottolineato in una nota stampa il coordinatore Salvo Leggio – ma senza aver pensato, finanziato e realizzato prima parcheggi e adeguata viabilità, visto che già oggi transitano nel paese decine e decine di tir ogni giorno. Finisce la nostra solitudine ma non la nostra preoccupazione».
Pescia è di tutti cita il rapporto preliminare allegato all’avvio del procedimento della variante, a suo modo di vedere «affrettatamente disposto dal commissario prefettizio e forse sarebbe stato comunque meglio attendere che su questo potesse esprimersi effettivamente il nuovo Consiglio» per la cartiera Panigada e lo giudica «molto preoccupante».
Il rapporto evidenzierebbe, secondo “Pescia è di tutti”, problemi di tenuta della rete fognaria, rischi per la qualità dell’aria e per l’inquinamento acustico. «La proposta è creare un parcheggio (non si sa dove, come e con quali soldi) – ha evidenziato Leggio – dove far stazionare i camion durante il giorno e aprire il transito in alcune ore. C’è solo un problema: le cartiere lavorano a ciclo continuo e questa proposta è irrealizzabile. Se non fosse scritta su un documento ufficiale si potrebbe pensare ad uno scherzo».
«Tutto questo significa non affrontare seriamente il grave tema della viabilità, mandare al collasso un paese e al disastro un distretto cartario con centinaia di occupati. A questo ci opporremo in tutte le sedi», conclude “Pescia è di tutti”.
Critica anche la posizione del candidato sindaco del centrodestra Francesco Conforti, che ribadisce la necessità di tornare ad affrontare la questione dopo il risultato delle amministrative.
«Ritengo – ha dichiarato Conforti – che argomenti di questa portata necessitino per la loro soluzione di una legittimazione popolare e mi sento, con il dovuto rispetto, di consigliare il commissario prefettizio a soprassedere. Dico questo esclusivamente nell’ottica della fine imminente di questo periodo di democrazia sospesa, che qualcuno ci ha procurato, ritenendo che il compito spetti a chi sarà legittimato dal voto popolare. Anche perché, e in questo ovviamente la dottoressa Silvia Montagna non ha responsabilità, qualche candidato reale o presunto gira tentando di imbonire i cittadini, presentando certe scelte come la continuazione materiale del proprio operato. Come se Pescia avesse ancora un sindaco. E questo, a lungo andare, rischia di falsare la regolarità della campagna elettorale».
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