Il Tirreno

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La maggioranza si spacca sull’aumento della Tari

di Luca Signorini
La maggioranza si spacca sull’aumento della Tari

Il consigliere comunale di Nuova forza popolare diserterà la seduta di domani «Non comprendiamo e non ci sentiamo di approvare questo più 20 per cento»

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Pieve a Nievole. È una a Tari della discordia. L’aumento del 20% della tassa sui rifiuti più che malumori provoca un vero e proprio terremoto politico. Il sindaco Gilda Diolaiuti non ha fatto in tempo ad annunciare l’introduzione del nuovo sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti (portato da Alia Spa, gestore unico del servizio per le province di Pistoia, Prato e Firenze), che è già costretta a cercare riparo dalle bordate scagliate non solo dalle opposizioni (era immaginabile), ma anche – ed è ciò che più la preoccupa – dalla sua stessa maggioranza.

C’è del malcontento: il gruppo civico Nuova forza popolare, che sostiene il Pd in consiglio comunale, annuncia l’assenza del suo consigliere Giuseppe Mezzatesta alla seduta in programma domani alle 20,30 al centro sociale di via Bonamici. In una lettera inviata ai capigruppo e al presidente consiliare, il responsabile della lista Massimiliano Russo non nasconde le preoccupazioni: «L’assenza del consigliere Mezzatesta deriva dal profondo disagio riguardo la totale mancanza di partecipazione e informazione in seno alla coalizione, in special modo quando vengono affrontate tematiche finanziarie. Non comprendiamo, né ci sentiamo di approvare, l’aumento della Tari del 20% a partire dall’inizio del 2018 per il passaggio della raccolta dei rifiuti al metodo porta a porta, quando tale servizio è ipotizzabile sia funzionante solo dal 2019 (anche se il sindaco al Tirreno ha dichiarato che il porta a porta sarà a regime tra ottobre e novembre prossimi, ndr)».

Scelta sofferta quella di Nuova Forza Popolare: «Il nostro gruppo è stato da sempre fedele al mandato popolare ricevuto e alla coalizione di maggioranza: ci scusiamo soltanto e unicamente con i cittadini che ci hanno concesso la loro fiducia, ma dei quali vogliamo rappresentare appieno gli interessi e ascoltare il crescente malcontento».

Con la defezione di un consigliere, comunque, la stabilità della maggioranza non è a rischio (il sindaco più 8 voti, di cui 7 del Pd), ma qualcosa scricchiola. E qualche mugugno sembra arrivare anche dagli stessi democratici.

Chi di certo non tenterà di ricomporre la frattura sono le minoranze: nella riunione consiliare di domani sono attese parole grosse. Scrive il centrodestra: «Si immagina chiaramente una probabile spaccatura in seno alla maggioranza in occasione del consiglio comunale, quando si voterà la determinazione delle tariffe Tari. Pare evidente che anche da sinistra si contesti un’amministrazione Diolaiuti che noi del centrodestra da tempo definiamo inadeguata e inconcludente».

Va sull’ironia il Movimento 5 Stelle: «Porta a porta, o porta a portafoglio? Da destra a sinistra si promettono abbassamenti delle tasse ma la realtà è questa, e tale aumento verrà caricato sulle tariffe a fronte di un servizio che rimarrà lo stesso per quasi tutto il 2018. Questo aumento a cosa è dovuto? Gli uffici comunali non sanno dare una risposta certa, solo ipotesi. Dopo le vicende del raddoppio ferroviario, anche quelle relative alla gestione dei rifiuti convincono sempre più di una sindaca che non agisce nell’interesse dei cittadini ma che è ligia ad “ordini superiori”, e inadeguata al ruolo».

Toni pesanti dunque. Il consiglio comunale di domani si annuncia parecchio teso.

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