Sicurezza
«Via quella fascia tricolore» e la sindaca lascia la messa
Il parrocoDon Gian Luca Palermo le ha chiesto di togliersi la fascia tricolore o di abbandonare la chiesa e Lisa Amidei non ha avuto dubbi: "Non è un orpello"
LARCIANO. Don Gian Luca Palermo, parroco di Castelmartini, le ha chiesto di togliersi la fascia tricolore o di abbandonare la chiesa. E lei, la sindaca di Larciano, Lisa Amidei, ha preferito andarsene. È accaduto sabato 24 febbraio, quando l’intera comunità di Castelmartini ha accolto le reliquie del patrono San Donnino Martire, accompagnate da una delegazione di Fidenza. Ma il momento di gioia per la celebrazione del santo è ben presto sfociato in minuti di grande tensione.
Don Gian Luca, infatti, non avrebbe formalmente invitato la prima cittadina alla cerimonia, ma la sindaca si è presentata lo stesso con indosso la fascia tricolore. Ed è stato dopo la processione, una volta entrati in chiesa, che il sacerdote ha specificato che Amidei avrebbe potuto restare durante la messa solo se si fosse tolta la fascia. Una querelle, questa, che affonda le radici nel recente passato. Quando don Gian Luca regalò un crocifisso alla sindaca che lei sistemò all’interno del suo ufficio. E fu anche presentata dalla minoranza una mozione, poi bocciata in consiglio comunale, per farlo spostare in sala consiliare.
Adesso a intervenire sulla questione è una fedele, l’avvocata di Pisa, Tessa Gnesi, che ha scritto una lettera aperta ad Amidei: «Carissima sindaca le chiedo: perché è andata via? È stato un grande gesto da parte sua aver preso parte alla processione e aver dato tributo al santo patrono, nonostante 2 anni fa l’amministrazione avesse scelto di rifiutare il crocifisso nei suoi locali».
«Il suo tributo al santo martire per il crocifisso – prosegue – è stato spontaneo e quindi sincero. Perché offendersi alla richiesta del sacerdote di togliere la fascia? Sarebbe stato un gesto ovvio e coerente. Avrebbe dimostrato umanità».
«La comunità, offesa dal rifiuto dell’istituzione che lei rappresenta – conclude Gnesi – non capiva il senso di quella partecipazione formale, ma avrebbe applaudito subito il grande gesto di restare a titolo personale, senza etichetta e nell’umiltà di riconoscere i ruoli. Forse pensava fosse un’umiliazione per l’immagine del sindaco togliersi la fascia? Tutt’altro: sarebbe stato un gesto onorevole».
«È stato detto dal parroco che non ero stata invitata alla cerimonia – ribatte la sindaca –. Ma occorre un invito per entrare in chiesa, la casa di Dio? Avevo partecipato in qualità di rappresentante della comunità di Larciano. La fascia tricolore non è un orpello, ma ha un suo peso istituzionale. Non posso riporlo in borsa come un oggetto qualunque».
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