Finanza
La Città del Natale deve “risorgere”, Montecatini a caccia di famiglie
Nel 2017 calo di visitatori e recensioni negative. E la Casa di Babbo Natale finisce sotto accusa da parte degli operatori
MONTECATINI. Dare un taglio alle recensioni negative (in buona parte concentrate sulla Casa) e riannodare i fili sciolti lo scorso anno che, se fino ad allora avevano consentito di far remare tutti dalla stessa parte e trovare un denominatore comune nella Città del Natale, nel 2017 avevano invece dato il “lascio” al tutti contro tutti (che alla fine ha creato innegabili problemi e svantaggi all’intera manifestazione). È con questi obiettivi che amministrazione comunale (nello specifico gli assessorati al turismo e alle attività produttive), “vecchio” comitato Città del Natale (scioltosi lo scorso anno dopo la decisione delle Terme di riaffidare il Tettuccio alla “Casa”), Intersindacale, associazioni albergatori e società Terme si ritroveranno la prossima settimana in municipio.
Le statistiche sulle presenze di dicembre non sono ancora state pubblicate dal Comune di Pistoia (che è titolare del servizio dopo il passaggio di competenze dall’Apt e dalla Provincia), ma le sensazioni – confermate dall’assessore Alessandra De Paola – portano verso un segno “meno” dopo una lunga serie di numeri positivi a partire dalla scorsa primavera. Sintomo inequivocabile che le Feste natalizie, nel 2017, non hanno funzionato a dovere sul fronte dell’accoglienza. E segno che è venuto il tempo di riallacciare tutti i contatti (i nodi di cui sopra) con gli attori in campo.
«Ci ritroveremo tutti insieme – dice De Paola – con lo scopo di ricreare la Città del Natale, che tante soddisfazioni ci aveva dato negli anni passati. Temo che dicembre sia stato un mese negativo per il turismo montecatinese ed è pertanto tempo di analizzare le cause, liberarci dai fardelli qualitativamente non adeguati e procedere spediti verso il recupero del segmento delle famiglie».
Quelle famiglie che, però, hanno preso allegramente a picconate talune attrazioni pubblicando su social e siti specializzati recensioni da… paura. «Alcuni commenti – dice l’assessore – sono stati davvero terribili e questo significa che dobbiamo cambiare strada e tornare a un’offerta di qualità».
Nel mirino c’è anche la Casa di Babbo Natale. Il comitato Città del Natale, presieduto da Claudio Chimenti, si era sciolto praticamente all’indomani della decisione delle Terme di affidare per un altro anno (il 2017) il Tettuccio alla stessa struttura che se ne occupava ormai da diversi anni, non tenendo così conto dei suggerimenti che praticamente tutte le categorie economiche avevano avanzato sostenendo la candidatura di un gruppo di Roma. «Torneremo a incontrarci tutti insieme – spiega Chimenti – per ricreare quel coordinamento che è mancato nella scorsa edizione, determinando un netto calo delle presenze. Dobbiamo riuscire a coinvolgere il maggior numero di soggetti possibile, dotarci di linee guida comuni e realizzare una campagna promozionale adeguata (dato che si è visto che muovendosi ognuno per conto proprio non funziona). E dobbiamo anche fare uno sforzo ulteriore e arrivare a orari omogenei tra le varie attrazioni e, possibilmente, anche a un biglietto unico cumulativo. Per fare tutto questo deve essere chiaro chi fa che cosa. In definitiva, vorremmo riprendere la Città del Natale per i capelli, prima di perderla definitivamente».
«Servono regole chiare di gestione: per la Città del Natale non c’è più spazio per l’improvvisazione», conclude l’assessore De Paola.
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