Sicurezza
In tremila a Lamporecchio per l’ultimo saluto a Dania
Un lungo e silenzioso corteo ha attraversato le strade del paese fino al cimitero Quando è passato davanti alla chiesa le campane hanno suonato a festa
LAMPORECCHIO. Un lungo, silenzioso corteo, formato da oltre 3.000 persone, ha attraversato, ieri pomeriggio, le vie centrali di Lamporecchio. Un grido muto di dolore per una vita strappata troppo presto alla famiglia e agli amici.
Le parole, infatti, sono difficili da trovare di fronte a una tragedia così grande. E chi la conosceva bene, Dania Ferradini, la 43enne estetista di Lamporecchio morta, venerdì sera, a causa di un malore improvviso, ha scelto di stare in silenzio. Di seguire il feretro con gli occhi gonfi dal pianto nascosti dietro a un paio di occhiali scuri, senza fiatare.
Ancor prima delle 14,30, piazza Quattro Novembre inizia ad accogliere una folla di gente, venuta da ogni parte della Valdinievole, per rendere l’estremo saluto a Dania. Una donna solare e stimata da tutti che lavorava con grande passione, da più di 14 anni, nel suo centro estetico di via della Repubblica, a Larciano.
Quando il carro funebre si ferma di fronte alla piazza, tutti hanno un sussulto. È difficile credere che all’interno di quella bara bianca, su cui è stata deposta una corona di fiori, sia racchiusa Dania, con il suo sorriso contagioso e una cascata di riccioli rossi in testa. Il corteo si muove lentamente, accompagnato dalle preghiere di don Elia Matija. E quando raggiunge la chiesa di Santo Stefano, le campane cominciano a suonare a festa
«Dania avrebbe preferito così – sussurra qualcuno, tra la folla – ma questo suono di giubilo stride con la realtà. Impossibile, infatti, non pensare all’immane tragedia che si è purtroppo compiuta».
Sì, perché Dania Ferradini si trovava sul divano della sua abitazione quando il malore l’ha sorpresa. In braccio a lei, la figlioletta di quasi quattro anni, profondamente addormentata. Quando il marito, Massimo Ringressi, poco prima delle 23, è rientrato a casa, si è ben presto accorto di quello che era successo. E ha immediatamente chiamato i soccorsi. In quell’appartamento della frazione di Cerbaia si sono precipitate un’ambulanza del Soccorso pubblico di Larciano insieme all’automedica del 118; ma nonostante i disperati tentativi per salvarla, il cuore di Dania non ha più ripreso a battere. Un vuoto incolmabile, quello che lascia la giovane estetista, testimoniato dall’affetto di tutte le persone che hanno partecipato alle esequie. Per far sentire la propria vicinanza al marito e alla figlia, ma anche ai fratelli Stefany e Daniele così come ai genitori, Franca e Massimo. Tremila anime, insomma, strette in un unico abbraccio per non dimenticare, mai, Dania e il suo sorriso.
Martina Trivigno
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