Depuratore di Veneri, stop all’affidamento della gestione
La richiesta alla commissaria prefettizia Montagna arriva da Fratelli d’Italia - An «Dovrà essere la prossima amministrazione di Pescia a prendere una decisione»
PESCIA. Stop all’affido diretto della gestione del depuratore di Veneri agli industriali del consorzio Torrente di Pescia Spa. A formulare la richiesta al commissario prefettizio è il gruppo politico Fratelli d’Italia-An.
La storia di tale gestione, infatti, è lunga e articolata e presenta non pochi buchi neri. Nel 2014 il Consorzio Torrente Pescia Spa aveva avanzato la proposta per ottenere un affidamento diretto della durata di 15 anni della gestione dell’impianto, previa stipula di apposita convenzione con i comuni proprietari, ovvero Pescia e Villa Basilica. In cambio, la società si impegnava a garantire l’esecuzione di necessari, ma costosissimi lavori, pari a 3,5 milioni euro.
Di fatto l’aggiudicazione della gestione definitiva dell’impianto non è mai avvenuta, sebbene sia stato realizzato anche un progetto di finanza che coinvolgeva i comuni di Villa Basilica e Pescia e, già nel 2006, si sia proceduto con la liquidazione del Coad (Consorzio Acque e depurazione), che prima lo gestiva.
Ora, il gruppo FdI-An, vista l’importanza politica di una tale decisione e la prossimità delle elezioni, preferirebbe che fosse la politica, vale a dire il nuovo governo della città di Pescia, a prendere una decisione nel merito.
«Timorosi che tale operazione potrebbe essere almeno avviata, se non conclusa, dall’attuale commissario prefettizio – scrivono in una nota alla stampa – lo invitiamo a non iniziare o a sospendere (se iniziate) tutte le azioni che in qualche modo potrebbero anche solo avviare una procedura di affidamento diretto della gestione tecnica agli industriali, e a non procedere ad attuare qualsiasi azione mirata alla modifica della attuale convenzione. Riteniamo che debba essere la prossima giunta eletta dal popolo a gestire tali operazioni».
Le ragioni sono relative al fatto che dovrà essere esplicitato, sulla convenzione, che il gestore dell’impianto di depurazione dovrà dare al comune di Pescia, che ospita tale impianto sul suo territorio, un importo finanziario che ricompensi la comunità di Veneri, per gli anni passati e quelli futuri, dei disagi causati dalla presenza dell’impianto.
«Inoltre dovrà essere ben chiaro nella convenzione che si procederà allo smantellamento dell’obsoleto impianto di incenerimento – ricordano quelli di FdI-An – escludendo l’uso del sito per qualsiasi altro impianto che sia dannoso per la salute psicofisica e ambientale dei cittadini».
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