Italia
Scoperti i falsi tecnici dell’acqua che svuotarono una cassaforte
Si tratta di due campani che nel giugno scorso erano penetrati in una villa di via delle Panteraie a Montecatini per mettere in guardia gli anziani proprietari dai pericoli del “gas corrosivo”. Rubarono 200.000 euro
MONTECATINI. Ci sono voluti più di sette mesi. Di indagini tanto difficili quanto capillari. Ma alla fine gli investigatori del commissariato hanno fatto centro: identificati e denunciati gli autori del colpo da 200.000 euro messo a segno il 25 giugno scorso in una villa di via delle Panteraie.
Si tratta di due “pendolari del furto” di origini campane che erano riusciti a svuotare la cassaforte di una coppia di anziani coniugi: mentre uno di loro, spacciandosi per operaio dell’azienda dell’acqua, metteva in guardia, stordendola di parole, l’81enne padrona di casa contro i fantomatici pericoli del gas che (a suo dire) si era infiltrato nelle tubature, il complice aveva salito di soppiatto le scale e, con uno smeriglio elettrico – evidentemente particolarmente silenzioso – aveva scassinato la cassaforte, facendo mambassa di denaro e gioielli. Solo quando i nipoti erano sono tornati a casa – imbattendosi tra l’altro sulla soglia in quei due operai quantomeno sospetti – era stato scoperto il furto.
I cui autori, adesso, hanno un’identità. I poliziotti diretti dal vicequestore Mara Ferasin, hanno scoperto che si tratta di due pregiudicati di San Giorgio a Cremano, di 49 e 35 anni.
L’accusa, nei loro confronti, è quella di furto in abitazione pluriaggravato, per aver commesso il reato non solo spacciandosi per incaricati di pubblico servizio, ma anche ai danni di vittime particolarmente indifese e con violenza sulle cose. Chiuse le indagini, con tali imputazioni la procura si appresta adesso a disporre il rinvio a giudizio.
Ai loro nomi i poliziotti della sezione di pg del commissariato sono arrivati grazie ad un paziente incrocio di dati e testimonianze.
A partire dall’accurata descrizione dei due uomini con un borsone che i nipoti dell’anziana coppia avevano visto allontanarsi dopo il furto a bordo di un’auto. Che sembrava coincidere con quella di due uomini denunciati qualche giorno dopo a Pistoia per un furto commesso in un distributore di carburante. E fermati per un controllo nella nostra provincia anche nel marzo precedente. L’analisi delle registrazioni delle telecamere nella zona di via delle Panteraie aveva individuato poi la loro auto che transitava nei paraggi nei giorni precedenti al furto. Intercettazioni e tabulati telefonici hanno poi confermato i sospetti. E anche i riconoscimenti fotografici da parte di vittima e testimoni.
L’anziana vittima (il marito, noto industriale montecatinese, anche lui 81enne, era infermo a letto) ha raccontato che qualche giorno prima del furto aveva ricevuto la telefonata da parte di una sedicente addetta dell’azienda dell’acqua che preannunciava una vista di controllo. Così, quando alla porta della villa aveva bussato il ladro travestito da operaio, non si era insospettita. L’uomo le ha rifilato a quel punto la storiella del gas corrosivo che, infiltratosi nelle tubature dell’acqua, avrebbe potuto corrodere gli ori che aveva indosso e le banconote; e l’aveva invitata a chiuderle al sicuro nel frigorifero (solitamente, sono quelli i valori di cui i ladri si appropriano i ladri che utilizzano tale tecnica). Quindi, urlandole indicazioni da una parte all’altra della casa, l’aveva mandata ad aprire i rubinetti in cucina, nei bagni e anche nel seminterrato, nella lavanderia.
Era stato probabilmente a quel punto che aveva fatto entrare il complice, che, salite di soppiatto le scale, aveva raggiunto la mansarda, dove, probabilmente, già sapeva che si trovava la cassaforte. Che ha aperto con uno smeriglio elettrico. All’interno, orologi d’oro, gioielli, pietre preziose, contanti... Un bottino del valore di circa 200. 000 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
