Attenzione
La protesta a mensa? Non ci hanno ascoltati
I genitori “dissidenti” della De Amicis replicano al vicesindaco. «C’è anche chi è restato a digiuno»
MONTECATINI. «Dall’inizio dell’anno scolastico, molti bambini si lamentano coi genitori in quanto il cibo a mensa non è sufficiente, mangiano male ed addirittura molti restano a digiuno. Al primo Consiglio scolastico del novembre scorso le maestre hanno confermato tutto ciò. Una settimana dopo, il Consiglio d’istituto ha affrontato la problematica mensa e verbalizzato. Da tempo aspettiamo invano un incontro per risolvere un disagio che pesa psicologicamente e fisicamente sui bambini. Niente di niente. A questo punto, noi rappresentanti dei genitori della scuola “De Amicis”, abbiamo deciso di manifestare pacificamente e civilmente affinché ci venisse concesso un incontro. La protesta consiste nel prendere i bimbi da scuola alle 12,30 e riportarli in classe alle 13,30 non facendoli usufruire del servizio mensa».
Così i genitori “dissidenti” promotori dello “sciopero della mensa” intervengono dopo le dichiarazioni del vicesindaco Ennio Rucco al nostro giornale che aveva parlato di iniziativa è ingiustificata. «Non è così – ribattono i genitori – tutta la “De Amicis” ha questo problema, e lo ha dimostrato unendosi nella protesta. Inoltre anche alla scuola Casciani ci sono bambini che mangiano poco se non addirittura niente. Per non parlare dell’Asilo Merlini-Lorenzini. Pure lì il problema c’è e diversi genitori lo hanno rimarcato chiedendoci se era possibile fare qualcosa. Siamo rimasti stupiti in quanto dalla voce delle maestre e di alcuni rappresentanti, sembrava che tutto fosse a posto. Per ora abbiamo preferito non coinvolgerli nella protesta perché i bambini dell’asilo sono piccoli e non volevamo creare disagi».
«E comunque anche se “soltanto” una scuola piccolissima si fosse lamentata – proseguono – il vicesindaco, invece di “sentenziare” sul giornale, avrebbe dovuto accertarsi delle problematiche ed impegnarsi a risolverle a fianco dei genitori».
«Nessun genitore – specificano – ha mai chiesto che i bambini dovessero mangiare pasta in bianco e patatine fritte tutti i giorni. Però poteva essere a volte un’alternativa nel caso in cui un bimbo rischiasse di rimanere digiuno per 8 ore. Rucco afferma che se il cibo non ha un buon odore o un bell’aspetto non è detto sia cattivo. Ma prima di assaggiare un prodotto, è fondamentale che la vista e l’olfatto siano soddisfatti per noi grandi e per i bambini. Chi mangerebbe un cibo dall’aspetto e dall’odore non gradevole? Noi genitori abbiamo il dovere di pagare il servizio, apprezziamo il fatto che il costo del pasto sia rimasto invariato, ma questa non può essere la soluzione al problema».
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