Sicurezza
Pd alle strette, dopo i tre no l’incubo è Giurlani candidato
Dopo i rifiuti per la corsa a sindaco di Niccolai e Aversa, il “ni” di Della Felice rende tutto più difficile. Ma la segretaria conferma di non volere le primarie
PESCIA. Se l’obiettivo era unire il partito, è chiaro che Elisa Romoli è lontana dal raggiungere il risultato. Dopo il rifiuto di Marco Niccolai e di Maurizio Aversa, anche Marco Della Felice ha “congelato” il suo sì alla candidatura a sindaco. Due no e un “ni” che rendono ancora più complessa la corsa alle comunali di Pescia per il Pd. La segretaria però dice di voler tirare dritto, convinta di «poter trovare ancora una soluzione unitaria e di sciogliere il nodo Della Felice». Ma conferma il «no alle primarie» chieste da Nicola Romagnani e vede sullo sfondo profilarsi la figura di Oreste Giurlani, che ufficialmente non è ancora sceso in campo ma sui social sembra già in clima campagna elettorale.
«Se non fanno le primarie è perché temono che l’ex sindaco possa candidarsi», sussurrano tanto i maligni quanto i bene informati. E il loro ragionamento ha una logica: l’ex sindaco di Pescia, finito agli arresti domiciliari nel giugno scorso con l’accusa di peculato e di traffico di influenze illecite quando era presidente dell’Unione dei Comuni montani della Toscana, è un cliente tutt’altro che comodo. Anzitutto per la questione giudiziaria, poi perché la sua candidatura è stata richiesta da un migliaio di firmatari di una petizione a suo favore.
Cosa accadrebbe se il Pd usasse lo strumento delle primarie e Giurlani si candidasse? Un caos, forse maggiore di quello attuale.
«La candidatura di Giurlani non è ancora ufficiale», sottolinea la segretaria del Pd, ma il suo silenzio prima di rispondere alla domanda se vi sia correlazione tra il no alle primarie e il rischio che l’ex sindaco si candidi denota quanto meno un forte fastidio. Alla fine la Romoli risponde che «si sente di escludere che vi sia un collegamento. Il no alle primarie è frutto di una linea del partito». Ma poi sottolinea subito la sua posizione di «eletta alla segreteria del partito in forza di una mozione di unitarietà che voglio portare avanti per tutto il mandato», anche se «gli scenari possono cambiare».
Per il momento però Romoli va avanti per la sua strada e il partito sembra essere dalla sua parte. Il risultato delle consultazioni a cui ha partecipato un largo numero dei componenti dell'assemblea pesciatina (33 su 40) sono netti nei confronti di una candidatura a sindaco di Marco Della Felice.
La decisione è stata pressoché unanime (con una percentuale del 94%, 31 su 33) e proprio su questo punta la segretaria per convincere il potenziale candidato: «L’unico candidato esplorabile è lui – ribadisce –. Voglio parlagli per approfondire questo suo “ni”. Faremo con lui le opportune valutazioni, ma dobbiamo sciogliere questo nodo e fargli capire che, come dimostra il risultato dell’assemblea, sul suo nome c’è l’unità da lui richiesta».
Insomma la segretaria vuole ancora giocare questa partita che, sempre secondo i maligni o ben informati «potrebbe portare lei stessa alla candidatura a sindaco». Ma la Romoli non risponde alla domanda, anche se l’incubo Giurlani sembra giorno dopo giorno più concreto con l’ex sindaco che imperversa su Facebook con video messaggi a pagamento.
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