Sicurezza
Padule, la gestione dei beni sarà decisa dalla Consulta
L’assessore regionale Fratoni in assemblea a Ponte Buggianese gremita da cacciatori e proprietari illustra l’iter dopo il passaggio di proprietà
PONTE BUGGIANESE. Che il Padule di Fucecchio sia ancora uno dei temi più caldi per lo sviluppo futuro del territorio lo ha dimostrato la grande partecipazione all’incontro che si è svolto giovedì sera nella biblioteca di Ponte Buggianese. La serata organizzata dal Comune, in collaborazione con la Regione e insieme agli altri Comuni rivieraschi, è stata l’occasione per affrontare le questioni principali che riguardano l’area umida e soprattutto la partita della gestione futura delle aree protette e del centro visite di Castelmartini. Argomento che a quanto pare sta particolarmente a cuore a tutti quelli che vengono definiti i “portatori d’interesse”, in particolar modo le associazioni venatorie e quelle dei proprietari, ampiamente rappresentati nell’incontro. Grandi assenti invece le associazioni ambientaliste, segnale di una rottura difficilmente ricomponibile con le prime.
A rispondere alle istanze di tutti, insieme al sindaco di Ponte Pier Luigi Galligani, a quello di Larciano Lisa Amidei e al vicesindaco di Altopascio Daniel Toci, c’era l’assessore regionale Federica Fratoni, impegnata nel compito di trovare una sintesi fra interessi del tutto contrastanti. Con il passaggio di competenze sulle aree umide dalle Province alla Regione a breve quest’ultima diverrà proprietaria delle aree protette e dei centri visite. In particolare nel nostro territorio il passaggio riguarderà il Centro visite di Castelmartini e l’area protetta Porto delle Morette a Ponte (per cui è prevista una cessione in uso e non un passaggio di proprietà). A questo passaggio, i cui tempi dipenderanno dalla burocrazia e dalla risoluzione di alcune questioni in capo alla Provincia di Pistoia (e l’invito della Regione a quest’ultima a prendere in mano la situazione è esplicito), seguirà l’iter per affidarne la gestione.
«Affidare la gestione alle associazioni ambientaliste – sentenzia Franco Biagini di Federcaccia – significa decretare la morte delle aree protette». «Si vuol continuare ancora a elargire contributi – continua Paolo Pellegrini dell’associazione Padule di Fucecchio – ad associazioni che non sono state in grado di fare niente? ». Il riferimento esplicito è al Centro di ricerca e documentazione, il convitato di pietra della serata. «La volontà delle istituzioni – spiega l’assessore regionale – è quella che sia la Consulta, al cui tavolo siedono sia gli enti pubblici che le associazioni, il luogo in cui verrà deciso come si dovrà gestire l’area umida. La Regione comunque vorrà affidare la gestione dei vari beni ai Comuni» . Quest’ultimi a quel punto probabilmente indiranno delle gare pubbliche. Fino a quel momento permane lo status quo. Questo significa che il Centro di ricerca, grazie anche ad alcuni contributi arrivati in extremis, che hanno fatto storcere la bocca non poco alle associazioni venatorie, continuerà ad esistere e a fare il proprio lavoro all’interno del centro visite.
Quello che comunque appare chiaro è che questi contributi, se verranno tutti erogati al Centro di Ricerca (e ciò ancora non è detto perché il contributo di 40mila euro chiesto alla Regione non appare legittimo alla luce del progetto presentato), saranno comunque una tantum e difficilmente si ripeteranno. Durante la serata è stato affrontato anche il tema dei lavori di naturalizzazione in Padule, che hanno subito uno stop dovuto a questione legali e «che parti ranno – garantisce Fratoni – entro la fine del 2018». Infine, per l’ampliamento della discarica del Fossetto a Monsummano l’assessore spiega che «sarà l’ultimo ampliamento della discarica prima della sua definitiva chiusura».
Francesca Maltagliati
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