Sicurezza
«La soluzione a Pescia sono le primarie»
Romagnani (Pd) insiste: «Dopo i no di Niccolai e Aversa non esiste un candidato sindaco unitario»
PESCIA. «L’idea delle primarie non può disturbare nessuno all’interno del Partito democratico perché per statuto fa parte della sua identità». Nicola Romagnani torna sulla questione, che in queste ore sta facendo discutere il Pd pesciatino, ancora alla ricerca di un candidato spendibile alle amministrative di maggio dopo la fumata nera di Marco Della Felice.
«Non capisco perché l’ipotesi primarie da me sollevata abbia incontrato tali e tante resistenze – spiega Romagnani – non lo dico con spirito polemico, ma allo scopo di chiarire la questione. Io non volevo impormi a tutti i costi come candidato sindaco, volevo semmai perdere le primarie».
La cosiddetta “linea unitaria”, che secondo la direzione del partito, dovrebbe prevedere la scelta netta di una candidatura per evitare divisioni all’interno del partito e per favorire la concentrazione di tutte le energie possibili sulle campagne elettorali nazionale e comunale, di fatto per Romagnani non è possibile. «Dopo il rifiuto di Marco Niccolai e di Maurizio Aversa – sottolinea Romagnani – non esistono più candidati unitari spendibili. Ribadisco, non candidati spendibili, ma candidati unitari spendibili, vale a dire capaci di mettere d’accordo tutti e non espressioni di singole anime o correnti di partito. Ecco perché le primarie mi sembravano lo strumento più semplice per giungere ad un nome realmente condiviso. A maggior ragione chi dispone della forza dei numeri non dovrebbe temere confronti».
La segretaria Elisa Romoli ha comunicato infatti che nelle consultazioni a cui ha partecipato un largo numero di componenti dell’assemblea pesciatina (33 su 40), gli stessi si sono espressi in modo pressoché unanime (con una percentuale del 94%, 31 su 33).
Romagnani ha ribadito, inoltre, come la sua non sia stata una presa di posizione autonoma «semplicemente esistono logiche di partito, di cui la dirigenza è espressione e logiche fondate sulla scelta delle idee e delle persone di cui è espressione l’elettorato o gli iscritti. Io non dispongo dell’appoggio dell’intera dirigenza, ma ero supportato da numerose persone, quelle che come me avrebbero voluto una candidatura sì unitaria, ma realmente unitaria, non unica».
Ieri la segretaria Elisa Romoli ha ribadito con forza il no alle primarie, e i bene informati dicono, che proprio lei potrebbe essere il candidato sindaco in assenza di altri.
Maria Salerno
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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