Sicurezza
Da Milano uno spiraglio per il comparto calzature
Tredici aziende pistoiesi e valdinievoline presenti all’85ª edizione del Micam «Eccellenze come l’Alta scuola calzaturiera di Monsummano sono il futuro»
MONSUMMANO. Dal Micam di Milano Rho qualche spiraglio positivo: il comparto calzature è apprezzato e tiene sui mercati stranieri (a cui è destinato l’85% della produzione nazionale, che fa registrare un incremento di domanda del 1%), una sostanziale stabilità nell’export che consente di recuperare l’ormai decennale riduzione delle vendite sul mercato interno (un calo dello 0, 4% anche nel 2017). Un anno di assestamento dunque, ma con delle perdite: 131 attività in meno rispetto al 2016 e lavoratori in diminuzione di 144 unità.
All’edizione numero 85 della fiera internazionale dedicata al mondo della scarpa (una quattro giorni che si è aperta domenica e chiusa ieri) erano presenti molti compratori russi e dall’Oriente in genere, mentre erano pochi gli europei, vista anche la concomitanza di altre manifestazioni in corso Oltralpe. «Ci potremmo interrogare sull’adeguatezza delle date di Micam – dice Marco Fagni, presidente del Consorzio Toscana Export Shoes con sede a Pistoia – che rimane tuttavia una delle principali fiere di settore, ma che ci agevolerebbe se fosse posticipata di qualche settimana».
Una cinquantina le aziende di Confindustria Toscana Nord delle province di Pistoia e Lucca tra i 1. 364 espositori totali, 761 italiani e 603 stranieri. Micam quest’anno pone al centro il tema della tutela del made in Italy e della lotta alla contraffazione (a cui dedica la mostra “Questa non è una Sòla”). Su questo argomento torna Fagni: «Il valore della filiera è imprescindibile, e il nostro territorio ha non solo astratte potenzialità, ma capacità espresse che le consentono di produrre calzature di altissimo livello. Noi siamo impegnati a conservare professionalità preziose e, anche con l’Alta scuola calzaturiera di Monsummano (che si trova al Centro di eccellenza e qualità di via Lama, ndr), a crearne di nuove: è un lavoro che si costruisce di anno in anno, ma è l’unica strada perché il comparto calzaturiero possa conservarsi e crescere».
Erano con i loro stand al Micam i calzaturifici Alberto Gozzi di Chiesina Uzzanese, Indios Shoes di Ponte Buggianese, Aldo’s Hundred, Stokton, Bobo Shoes, Chelman, Luca Grossi e Lussy di Pieve a Nievole, Dimex di Massa Cozzile, Gam, Montemario e Navajos di Monsummano, Madaf di Larciano, The Flexx di Pistoia e le realtà consorziate in Toscana Export Shoes. Dalla provincia di Lucca hanno esposto Artigiana Viareggina Lelly Kelly, Lenci Calzature, Lottini, Pera Carlo Shoes, Peveradamoda e Trend. Concluso il Micam sarà tempo per i primi bilanci.
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