Il dolore
Schianto all’incrocio: muore a 43 anni
L’incidente di notte sulla via Francesca alla Vergine dei Pini. Lo scooter dell’operaio si è scontrato con un Fiat Doblò
MONSUMMANO. Un uomo buono, dalla stazza imponente, sempre con il sorriso. In tanti in città lo piangono, soprattutto nella zona di Pozzarello e di Grotta Giusti, dove abitava insieme ai genitori. Una maledetta notte se l'è portato via, una fatalità, una disattenzione mentre viaggiava sul suo scooterone Yamaha. È morto a soli 43 anni Augusto Ferrara, famiglia di origini campane ma da sempre residente a Monsummano. L'incidente all'incrocio della Vergine dei Pini, quando la regionale Francesca incontra via Pineta (zona delle Case) e via Pozzarello.
È successo intorno alle 23,45 di giovedì. A quell'ora sono sempre attivi i quattro semafori presenti per regolare la circolazione, l'impianto viene spento alle 2. Ferrara proveniva da Cintolese e stava svoltando a destra, dopo qualche centinaio di metri avrebbe poi girato a sinistra su via Picasso, per rincasare. Fatale lo schianto contro un Fiat Doblò guidato da un 46enne, anche lui di Monsummano. Il monovolume si stava immettendo sulla strada principale da via Pineta, in direzione del centro città. Violento l'impatto tra i due mezzi, con Ferrara caduto rovinosamente sull'asfalto.
Il suo cuore ha smesso di battere dopo pochi minuti, troppo gravi i traumi riportati, non c'è stato neppure il tempo di caricare il ferito sull'ambulanza. Inutili i soccorsi portati dall’equipaggio dell'automedica e dagli operatori della Pubblica Assistenza Monsummanese, allertati dal 118.
Sono stati i carabinieri del Norm di Montecatini e della stazione di Monsummano ad occuparsi dei rilievi sul posto, la dinamica dell'incidente è in corso di accertamento. Il Fiat Doblò e lo scooter sono stati sequestrati dai militari, la salma del 43enne è invece stata trasferita all'obitorio dell'ospedale San Jacopo di Pistoia, dove verrà sottoposta ad autopsia. In seguito all'esame si conoscerà la data scelta dai familiari per il funerale.
Augusto Ferrara lascia la sorella Mary e i suoi genitori, Carmine e Alfonsina, più numerosi altri parenti che abitano in città. Non era sposato e non aveva figli. Operaio calzaturiero specializzato nella realizzazione delle suole per le scarpe, lavorava per un'azienda del distretto, Europa Due, che si trova in via Grotta Giusti, non molto lontano da dove abitava. Frequentava i circoli e i bar della zona, dove era solito trascorrere il tempo libero chiacchierando con amici e conoscenti. Era benvoluto da tutti, con il suo fare affabile, sempre pronto alla battuta, allo scherzo. Lo scooter Yamaha era il suo unico mezzo di trasporto, non possedeva l'auto. E su quello scooter ha trovato la morte.
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