Il dolore
Addio Rossetti, bronzo a Barcellona ‘92
È morto a 57 anni il campione di tiro a volo padre di Gabriele, oro nella stessa disciplina a Rio. «È stato un grande uomo»
PONTE BUGGIANESE. Di gare nella sua vita ne ha vinte tante. Poi si era concentrato sulla formazione dei giovani. E un anno e mezzo fa, a Rio de Janeiro, aveva gioito insieme al suo unico figlio Gabriele, che era riuscito a conquistare quel traguardo a lui sempre sfuggito, seppur di un soffio: la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella specialità skeet di tiro a volo. Era in Brasile a sventolare la bandiera italiana, a portare in alto il vessillo di Ponte Buggianese e della Valdinievole. Bruno Rossetti in quell’estate 2016 stava già male, da qualche mese combatteva contro una malattia incurabile. Nella notte di mercoledì ha perso la battaglia, a 57 anni, compiuti il 9 ottobre scorso.
Si era sottoposto ad alcune operazioni all’ospedale di Careggi, a Firenze, ma da un po’ di tempo le sue condizioni erano peggiorate, tanto che da una settimana i familiari avevano deciso di ricoverarlo nella struttura per le cure palliative di Spicchio, a Lamporecchio. Lascia Gabriele, 22 anni, e sua moglie Isabelle, di origini francesi come Bruno (era nato a Troyes).
E lascia anche la grande famiglia del Tiro a Volo Pieve a Nievole-Montecatini, impianto nato negli anni ‘80 in via Ponte dei Bari proprio per volontà di Rossetti, dove sono passati i più grandi campioni della disciplina. Un circolo che oggi conta circa 200 soci iscritti, più altrettanti tesserati nella Scuola di Tiro.
L’attività neppure in questi giorni bui però si ferma: sono in corso gare e allenamenti in vista di importanti tornei internazionali. Lo stesso Gabriele Rossetti la prossima settimana ha in programma un gran premio in Qatar. «Il nostro dispiacere è tanto, purtroppo soffriva da tempo, già quando era a Rio – dice il sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani – eravamo in contatto con la famiglia, soprattutto il nostro assessore allo sport Nicola Tesi. Era una persona sempre disponibile e amica».
«È stata tanta la gioia di crescere e stare accanto a lui, adesso è tanta la tristezza di rendersi conto che non ci sarà più»: Sandro Bellini parla con la voce quasi rotta dal pianto, socio e amico di Bruno Rossetti, istruttore all’impianto di via Ponte dei Bari, si occupa anche del bar interno e dell’accoglienza. Uno di famiglia.
«Siamo da 26 anni insieme, sono cresciuto con lui non solo sportivamente – aggiunge –. Bruno è stato una grande persona, conosciuta da tutti, è stato il più grande allenatore del mondo».
Un campione dal grande cuore: seguendo le sue volontà, la famiglia ha dato il consenso per la donazione delle cornee. La salma, dal pomeriggio di ieri, è composta nelle cappelle del commiato della Misericordia di Pistoia, in via del Can Bianco, dove rimarrà fino a domani.
I funerali si terranno probabilmente lunedì mattina nella chiesa di San Michele Arcangelo, in piazza del Santuario a Ponte Buggianese.
Quella stessa piazza che, a fine agosto 2016, aveva reso omaggio a suo figlio Gabriele dopo la vittoria dell’oro olimpico. Bruno Rossetti era accanto a lui, aveva gli occhi che gli brillavano di gioia.
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