Il dolore
In sette bloccati dentro il parcheggio dell'ospedale di Pescia»
Le casse automatiche non funzionano e rimangono imprigionati sotto la pioggia fino all’arrivo di un tecnico
PESCIA. «Imprigionati» dentro il parcheggio dell'ospedale di Pescia, sotto il diluvio. È quanto accaduto, giovedì 1 febbraio, a sette persone. Dopo essere state al Cosma e Damiano, nel tentativo di uscire dal parcheggio gestito da Pe.Par si sono ritrovate a trascorrere circa 30 minuti sotto una pioggia battente a combattere con le casse, entrambe non funzionanti.
«Mentre andavo a recuperare l'auto avevo già visto un capannello di persone intente a discutere – ci ha raccontato Marina Cecchi, una delle malcapitate protagoniste della vicenda – entrambe le macchinette dicevano che la telefonata era stata inoltrata al gestore, ma non succedeva nulla. Impossibile effettuare il pagamento, quindi fare alzare la sbarra e uscire. Così abbiamo chiamato i vigili urbani, i quali hanno risposto che il servizio è stato appaltato ad un privato ed era a lui che bisognava rivolgersi. Così abbiamo chiamato il gestore, che ha detto che avrebbe mandato un tecnico».
Durante la lunga attesa, di quasi mezz'ora, qualcuno ha pensato anche di rivolgersi ai carabinieri, che avrebbero suggerito di richiamare in Comune, che pur avendo appaltato i parcheggi a terzi era comunque tenuto a segnalare il disservizio e a sollecitare l'invio di qualcuno.
«Le persone che attendevano erano per lo più anziane, in particolare una era agitatissima – ha spiegato la signora Cecchi –. Io bene o male possedevo un cellulare e ho potuto chiamare, ma è normale che nel casottino non ci sia mai un operatore con quello che costa il servizio?».
Il parcheggio in questione è ad oggi il più caro della Toscana: 1,50 euro l’ora, a frazione, cioè con 61 minuti il conto sale già a 3 euro. Risultato di un project financing nato sotto la giunta di centrosinistra guidata da Antonio Abenate e approvato nel 2011 dalla giunta di centrodestra guidata da Roberta Marchi, che firmò un accordo dove tra le tante anomalie si concedeva pure al privato la gestione degli stalli per 32 anni, autorizzandolo a fissare le tariffe a suo piacimento.
Una volta giunto sul posto, anche il tecnico non è riuscito a ripristinare le casse, ma ha provveduto ugualmente a “liberare” gli ostaggi, ma solo dopo avere intascato personalmente il dovuto.
«Certe cose sono davvero inaccettabili» hanno lamentato tutti, imbufaliti non solo a causa della disavventura che li ha visti protagonisti, loro malgrado, in un giorno di pioggia intensa, ma anche per via del rimpallo di responsabilità che pone sempre i cittadini nella condizione di non sapere a chi rivolgersi per essere tutelati.
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