Sicurezza
«Se volete il voto “dateci” questo»
La Valleriana detta le priorità ai candidati a sindaco: «Turismo, strade e sanità»
PESCIA. «I candidati sindaci non conoscono il nostro territorio perché non lo vivono, si ricordano di noi solo prima delle elezioni». Vista la premessa, perché non radunare quante più associazioni possibile, redigere un documento con una serie di priorità, quelle del territorio, da sottoporre a tutti coloro che vorranno prendersi l'impegno di guidare la città ed essere sottoscritto da coloro che intendono chiedere i voti? È la proposta emersa durante l'incontro che si è svolto mercoledì scorso nel circolo Arci di Pietrabuona, tra i rappresentanti della associazioni della montagna pesciatina. Un incontro nel segno della politica «poco partitica» e con la ferma volontà di gettare le basi per la costituzione di un coordinamento della Valleriana.
L’obiettivo non è solo quello di fare quadra per «essere ascoltati», quanto piuttosto quello di rendere note le necessità di un territorio che per conformazione geografica e considerazione da parte della politica si trova a rappresentare, suo malgrado, «la periferia della periferia». Una marginalità di cui pagano lo scotto le fasce più deboli della popolazione, vale a dire gli anziani e i bambini.
La popolazione delle dieci castella, infatti, sta invecchiando e non seguirà il necessario ricambio generazionale per mantenere in vita il territorio. Venendo meno i servizi di base si accelera l'inevitabile processo di spopolamento in corso già da molti anni e per arrestare il quale la politica non ha fatto nulla.
Quanto tempo impiega un'ambulanza a raggiungere Pontito? O Sorana? Quanto le condizioni della viabilità aumentano ancora di più la distanza dalla pianura?
Secondo le associazioni qualunque decisione, relativa ai servizi territoriali, il futuro sindaco di Pescia sarà chiamato a prendere, non potrà non tener in debita considerazione l'esistenza di questa parte di territorio tanto fragile quanto difficile.
Questo sarà il punto numero uno. Ne seguiranno altri di cui il neocostituito coordinamento discuterà nel corso di altri incontri: «Non vogliamo più subire, come è avvenuto in passato, la campagna elettorale, ma provare a viverla da protagonisti – sostiene il comitato –. La montagna non può rappresentare un bacino da cui attingere voti ed essere dimenticata già all'indomani delle elezioni».
C'è chi sottolinea che la causa della marginalizzazione sia tutta da ricercare nel fatto che la montagna poco abbia a che spartire con le caratteristiche e le problematiche del resto del territorio, quello che si trova a valle. «L'unica uguaglianza sembra essere rappresentata dalle tasse, uguali per tutti i cittadini, a prescindere dall'indirizzo di residenza». (m.s.)
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