Il Tirreno

Montecatini

È corsa contro il tempo per catturare l’aggressore

Una pattuglia dei carabinieri di fronte al Bar Dany in via Toti
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Una pattuglia dei carabinieri di fronte al Bar Dany in via Toti

L’autore del tentato omicidio dei due fratelli accoltellati di fronte al Bar Dany potrebbe essere già in Albania. Sotto esame lo scambio di messaggi tra i rivali 

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MONTECATINI. Gli investigatori hanno le bocche cucite. Ma la sensazione è che abbia già un volto e un nome il giovane che nella tarda serata di venerdì 26 gennaio ha accoltellato due fratelli albanesi davanti al Bar Dany di via Toti, a Montecatini, riducendone uno in gravissime condizioni. La caccia all’uomo, tuttavia, potrebbe non essere breve, visto che il fuggitivo, quasi certamente anche lui albanese, potrebbe essersi già rifugiato in patria.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Montecatini e del Nucleo investigativo di Pistoia vanno comunque avanti a ritmo serrato. Il fascicolo aperto in procura è per il reato di tentato omicidio.

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È ancora in pericolo di vita infatti il maggiore dei due fratelli rimasti feriti, Adrian Hyskja, 23 anni, accoltellato all’addome e a una gamba e ricoverato in rianimazione all’ospedale San Jacopo di Pistoia. Dal suo arrivo al pronto soccorso in codice rosso, i medici, riuscendo a stabilizzarne le condizioni, lo stanno mantenendo comunque ancora in stato di sedazione.

Così come a ieri non si era ancora risvegliato dopo l’intervento subito all’ospedale di Pescia il fratello Deuard Hyskja, 20 anni, anche lui residente a Pieve a Nievole. Meno gravi le sue condizioni. Nemmeno con lui perciò i carabinieri hanno al momento potuto parlare per avere chiarimenti su ciò che è accaduto venerdì sera in via Toti.

In mano degli investigatori ci sono le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza della zona e i messaggi che il maggiore dei due fratelli e l’aggressore si sono scambiati col cellulare prima dell’accoltellamento. Alla cui origine c’è infatti una sfida lanciata e poi raccolta tramite chat.

Nella serata di venerdì i due fratelli erano intenti a giocare alle slot all’interno del Bar Dany, gestito da una famiglia cinese. Come detto, la lite con il connazionale poi arrivato armato di coltello era iniziata via cellulare e si era conclusa nel sangue. Offese, provocazioni, minacce. E poi l’invito a presentarsi lì di persona se aveva il coraggio. Il primo ad uscire dal locale per incontrare il suo avversario e ad essere colpito era stato Adrian, poi era toccato a Deuard, corso fuori in suo aiuto. Entrambi, coperti di sangue, erano riusciti a tornare dentro il bar, poi il maggiore si era accasciato sul pavimento privo di sensi. Dato l’allarme, sul posto erano accorse l’automedica del 118 e due ambulanze. Quindi, i carabinieri del Norm. La caccia all’uomo continua. (m. d.)
 

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