Sicurezza
Montecatini, il bronx chiamato Kursaal tra baby gang e spacciatori
L’edificio storico e la nuova struttura nel degrado: «Qui spacciavano i nigeriani». I residenti: «La droga nascosta nelle aiuole e intorno bottiglie rotte e siringhe»
MONTECATINI. Il bianco e il nero. Il giorno e la notte. Due facce di una medaglia chiamata Kursaal, edificio storico al centro tanto di corso Roma e quanto di polemiche e paure. Perché è lì, secondo chi vive nella strada del centro di Montecatini, che i quattro giovani nigeriani arrestati sabato per droga avevano la loro piazza di spaccio. «Erano sempre qui – raccontano i residenti –. Nel giardino dell’edificio storico spacciavano la roba, e nei due chiostri della nuova struttura i loro clienti andavano a consumarla». Il tutto perché «nonostante le telecamere e i continui interventi di polizia e carabinieri, questa sta diventando giorno dopo giorno terra di spacciatori e bande di giovani che bevono e si drogano».
«Qui ogni mattina facciamo la conta dei danni e ripuliamo quanto lasciato dai vandali nella notte», spiega il custode Agatino Catania, che insieme alla moglie ogni giorno ripulisce cicche di sigarette e spinelli, bottiglie vuote e siringhe usate, resti di cibo e soprattutto «il vomito e i bisogni di chi durante la notte qui fa quello che vuole. C’è perfino chi ci trascorre la notte su materassi di fortuna o dormendo direttamente a terra. Specialmente il lunedì mattina, i due chiostri del condominio sembrano una vera e propria discarica».
«Durante la notte succede di tutto – conferma il custode del parcheggio Giuseppe Borghi –. Per fortuna qualcosa sembra migliorare. In passato ci sono stati furti al bar e alla farmacia. Ora non abbiamo più avuto di questi problemi, ma tutti i giorni dobbiamo fare i conti con bottiglie rotte, siringhe e “bisogni” nelle aiuole e sotto i portici. Per non parlare delle scritte sui muri e delle panchine rotte».
E poi c’è la droga, quella consumata e quella spacciata. Chi vive e frequenta il Kursaal è pronto a giurare che i quattro nigeriani arrestati sabato erano sempre lì. Del resto sono stati presi dopo un’irruzione in un appartamento proprio in corso Roma. «Avevano casa e bottega: nell’appartamento vivevano e preparavano le dosi, al Kursaal spacciavano eroina e marijuana», ci raccontano chiedendo di mantenere l’anonimato.
«Sa come i nigeriani spacciavano la droga? Glielo faccio vedere io», ci dice un residente che ci porta vicino alle aiuole: «Qui per mesi c’erano dei bussolotti gialli, quelli che si trovano dentro gli ovetti Kinder. Gli spacciatori mettevano le dosi lì dentro. I clienti arrivavano, prendevano la droga e lasciavano i soldi». Ma questo non è l’unico metodo: «Nascondevano la roba anche dentro le scatole del gas e dell’elettricità. In passato facevano delle buche nelle aiuole e ci nascondevano la dosi. Oppure lasciavano semplicemente i pacchetti di cellophane nella aiuole»
Nel complesso ci sono diverse telecamere, «ma servono a poco – sostiene Borghi –. Basta mettersi dove non si è inquadrati e il problema è superato». Così come sembra servire a poco il continuo intervento di polizia, carabinieri e municipale. «Vengono qui continuamente e negli ultimi mesi la situazione è migliorata», ci spiega Catania che però aggiunge: «Non si può certo dire che ci lasciano soli, ma come vanno via tornano i ragazzini, i vandali e gli spacciatori».
Così i condomini stanno pensando di blindare il chiostro interno. «Lo stanno valutando seriamente – rivela Catania –. Forse è l’unico modo per evitare che quella zona diventi una fogna a cielo aperto. Ma si tratta di una spesa importante: per mettere le cancellate ovunque e spostare i citofoni servono 30mila euro». Una “tangente” per la sicurezza forse necessaria per non finire del tutto in mano al degrado.
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