Il Tirreno

Montecatini

IL NUOVO ISTITUTO DI CREDITO 

Ecco la mission di ViVal banca «Rispetteremo la storia locale»

David Meccoli
Da sinistra Stefano Sala (vice presidente), Alessandro Belloni (presidente), Andrea Cleto Rindi (direttore) e Patrizio Cresci (vice direttore)
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Da sinistra Stefano Sala (vice presidente), Alessandro Belloni (presidente), Andrea Cleto Rindi (direttore) e Patrizio Cresci (vice direttore)

 

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MONTECATINI. «Vogliamo continuare a fare, senza disperdere nulla della nostra storia locale». È raccolta tutta qui, in una frase all’apparenza “semplice” ma in realtà quanto mai complessa, la mission della nuova ViVal Banca, nata dalla fusione tra Credito Valdinievole (che si era da pochi anni già unito al Credito di Bientina) e ViBanca.

La fusione, approvata il 25 novembre 2017 dalle rispettive compagini sociali, è effettiva a livello legale dal 1° gennaio, mentre l’avvio operativo è datato 22 gennaio. Il primo consiglio d’amministrazione ha confermato Alessandro Belloni (nella foto al centro) alla presidenza e nominato Stefano Sala alla vicepresidenza. Del cda fanno parte: Enrico Panelli, Alessandro Noli, Nino Maffia, Luca Gori, Francesca Rossi, Paolo Galligani e Dino Sottani. Presidente del collegio sindacale è stato designato Luca Tognozzi, membri effettivi sono Ettore Del Rosso e Simone Sartini. Confermato Andrea Cleto Rindi nel ruolo di direttore generale, mentre Roberto Cresci ha assunto l’incarico di vicedirettore (questi ultimi due, assieme a Belloni e Sala, erano presenti ieri alla presentazione del nuovo istituto).

ViVal Banca, che ha aderito al gruppo bancario Iccrea, è presente in 49 comuni delle 6 province di appartenenza (Pistoia, Prato, Firenze, Lucca, Pisa e Livorno), in cui abitano un milione e centomila persone. Conta su oltre 6.000 soci, 32.000 clienti, 200 dipendenti e 19 filiali. La raccolta diretta ammonta a oltre 860 milioni di euro, mentre la raccolta indiretta supera i 200 milioni. Gli impieghi si attestano a oltre 725 milioni, capitale e riserva sono circa 90 milioni.

«La realizzazione del progetto – spiega Belloni – ha riguardato due istituti bancari attivi in aree contigue e non sovrapposte, permettendo così la costituzione di una banca locale più solida ed efficiente che, attraverso un migliore equilibrio tra livello dimensionale e competitività strutturale, saprà supportare l’economia locale dei territori di riferimento e rispondere alle esigenze di famiglie e imprese. Non disperderemo nulla della storia locale: la nostra presenza sul territorio (e non è uno slogan) resterà forte. E questo percorso risponde anche alle esigenze di un mercato bancario che sta cambiando a ritmi altissimi. Altre aggregazioni in futuro? Non lo escludo, anche se certo non nel breve periodo: l’input che arriva dalla Banca d’Italia è questo».

 

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