Sicurezza
Montalbano ristruttura il debito
L’azienda di Lamporecchio presenterà un piano per evitare la strada del concordato preventivo
LAMPORECCHIO. La decisione è presa. La sottoli Montalbano di Lamporecchio, tra le maggiori aziende del settore in Italia, prende la strada della ristrutturazione del debito. L’obiettivo è chiaro: togliersi di dosso le scorie della crisi e rilanciare marchio e attività agroalimentare sui mercati nazionali e internazionali.
I tempi: la Montalbano presenterà il piano di ristrutturazione al Tribunale di Pistoia entro il mese di marzo. Bocche cucite all’azienda del patron Giuseppe Oriana, ma le fonti del Tirreno sono più che attendibili. Dopo sei mesi di riflessione l’altra opzione sul tavolo, quella del concordato preventivo, è stata scartata. La Montalbano ha scelto di ristruttuare il debito.
Ma a che punto sta l’elaborazione del piano? Fonti sicure dicono che sono agli ultimi ritocchi. E l’accordo con gli istituti bancari e i creditori è al fotofinish. Certo, la matassa non è facile da sbrogliare. Non sono un mistero i 20 milioni di debito contratti con le banche e i 4 milioni e mezzo di debito con i fornitori nazionali e internazionali.
È la Ernst Young, una delle quattro società di advisor finanziarie più importanti al mondo, che sta lavorando al piano di ristrutturazione. Ma l’accordo è quasi raggiunto.
Intanto i nuovi “inquilini” dell’azienda di Lamporecchio – Oxy Capital e Attestor Capital – stanno alla finestra a guardare. La scorsa estate i due fondi inglesi hanno acquisito il 51 per cento della società e si dicono pronti a investire 3 milioni di equity. L’operazione finanziaria ha la prospettiva del rilancio industriale, la garanzia verrebbe dal fatto che Oxy e Attestor hanno già investito in aziende di grandi potenziali in termini di prodotti e brand. Vedi alla voce: Ferroli, Stefanel e Olio Dante.
Non solo. L’obiettivo della Montalbano è ancora più ambizioso: arrivare a 30 milioni di fatturato (oggi sono circa 16) e 4 milioni di ebitda entro quattro anni. Ma si torna sempre ai nastri di partenza: ci vuole prima il via libera alla ristrutturazione del debito, il passaggio in tribunale sarà determinante. E i tempi sembrano maturi.
Se il piano sarà accettato, scatterà la fase due: il rilancio dell’azienda tramite la diversificazione della produzione e la valorizzazione dei mercati. In concreto: non solo carciofini e olive verdi, ma anche salse gourmet per il condimento di pasta di alta gamma. In Italia alcune sorprese positive salterebbero fuori dalle sinergie commerciali nella grande distribuzione con la società Olio Dante, già nel portafoglio di Oxy. Sui mercati esteri l’azienda di Lamporecchio strizza l’occhio agli Stati Uniti, ma guarda anche a Regno Unito, Europa del Nord e Giappone. Anche se nel secondo semestre gli ordini sono calati. Tutto normale, assicurano le fonti. La Montalbano si è presa tutto il tempo necessario per preparare al meglio le “carte” del tribunale. Mentre i quaranta dipendenti restano col fiato sospeso. Da qualche mese sono tutti in regime di solidarietà e sperano tutti quanti nel rilancio. Mentre la Montalbano ha sempre assicurato che non manderà mai a casa nessuno, nemmeno gli altri quaranta dell’indotto.
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