Sicurezza
Consorzio, Monaco al Tar contro il commissariamento
Il presidente in carica accusa l’assessore regionale Fratoni: «È espressione della Valdinievole, un territorio che non ha mai digerito la mia presenza»
PISA. Gli avvocati sono già al lavoro per preparare il ricorso al Tar.
La prima risposta al commissariamento del Consorzio Basso Valdarno, ufficializzato ieri dalla pubblicazione della delibera della giunta regionale, Marco Monaco l’affida alle carte bollate. Ancora nelle vesti di presidente dell’ente consortile (la carica decadrà al momento della nomina del commissario), Monaco definisce l’atto «un evento nefasto per il Consorzio», scaturito da una battaglia «politica» che dalla Valdinievole è approdata a Pisa con un commissariamento che «non ha motivi validi su cui basarsi». «C’è anche chi mi accusa di aver rubato soldi o di essere a libro paga di qualche imprenditore: il mio unico imprenditore è il Consorzio. Qualcuno dice che sono anche indagato dalla Procura: non mi risulta, ma sarei pronto a rispondere a ogni domanda», prosegue Monaco ribattendo alle “accuse” con le quali la giunta regionale ha motivato il commissariamento. Dalla mancata approvazione del Pov (Piano di organizzazione variabile) al ritardo nell’attuazione degli interventi di manutenzione, al compenso del direttore regionale. «Nelle controdeduzioni inviate alla Regione abbiamo dimostrato che il compenso era in linea con il contratto nazionale e, nella parte variabile, inferiore a quanto previsto dalla Regione – spiega Monaco –. Nelle motivazioni del commissariamento non si parla più di compenso, ma del pensionamento del direttore, nominato quando era in carica alla Provincia di Pisa: secondo i suoi calcoli sarebbe dovuto andare in pensione il prossimo dicembre, la Provincia l’ha invece “pensionato” con due anni di anticipo. Sulle attività ci sono invece le relazioni dei dirigenti che confermano la bontà dell’operato del Consorzio». L’ultimo decreto firmato da Monaco la scorsa settimana riguarda proprio i lavori e in particolare quelli per la manutenzione dell’Arno e dei suoi affluenti.
«Attività sottolinea – che spettano al Genio civile, ma che la Regione da tre anni appalta al Consorzio con uno stanziamento passato da 500. 000 euro a 1, 5 milioni. Ciò dimostra che abbiamo lavorato bene. La parte tecnica ci premia per l’efficacia del nostro lavoro, quella politica dice invece che non siamo operativi: una situazione paradossale». Che Monaco imputa in particolare all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, che insieme al presidente Rossi, ha avviato le procedure di commissariamento. «C’è un territorio, la Valdinievole, che non ha mai digerito la mia presenza, anche perché abbiamo fatto pagare in quel territorio le stesse tariffe applicate agli altri. Fratoni, politicamente, è espressione di quel territorio...».
La Regione “accusa” inoltre l’ente di aver assunto personale in assenza del Pov e «con modalità e criteri non coerenti a quanto previsto dalla normativa». «Il Pov, per la cui approvazione occorre la maggioranza assoluta, non è mai passato perché qualcuno in assemblea sperava di ottenere una maggiore autonomia per determinati territori – aggiunge Monaco –. L’ente ha assunto sempre con concorsi, anche se può farlo con chiamata diretta. Le quattro figure assunte che hanno fatto tanto discutere sono un geologo, un responsabile per la sicurezza, uno per le gare e i contratti e un informatico. Con quest’ultima assunzione (41.000 euro annui) abbiamo risparmiato 100. 000 euro di consulenze esterne. Sono stati inoltre assunti, su richiesta della Regione, otto operai. Questa è la gestione tanto contestata».
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