Sicurezza
Terme: «Si pensa soltanto a tutelare i dipendenti»
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Un momento della firma del protocollo tra Regione e sindacati sulle TermeAssociazioni albergatori di Montecatini all'attacco: manca un impegno per salvaguardare la produzione
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MONTECATINI. Il rilancio del comparto termale non può dipendere solo dalle tutele occupazionali e salariali dei dipendenti della società. È duro il commento delle tre associazioni degli albergatori (la nota congiunta è firmata da Fabio Cenni, Assohotel Confesercenti; Dante Simoncini, Apam; Sabrina Gilardi, gruppo turismo Confindustria Toscana Nord), dopo la firma sul protocollo d’intesa tra Regione, amministrazione comunale e organizzazioni sindacali. Un documento che, oltre alle garanzie occupazionali, istituisce anche un tavolo di coordinamento e confronto permanente nel quale la Regione e i sindacati verificheranno l’andamento del settore termale, i processi riorganizzativi e di rilancio delle società messi in campo dai soggetti investitori e l’attuazione delle finalità di tutela occupazionale contenute nel protocollo.
Ma per gli albergatori a mancare, ancora una volta, sarebbe un piano che tuteli l’intero territorio, piuttosto che solo l’azienda. «Apprendiamo – si legge nel comunicato degli albergatori – del protocollo d’intesa siglato tra Comune, Regione e sindacati per la salvaguardia dei lavoratori termali. Dopo mesi di assenza di risposte, interventi e azioni, ci chiediamo se il rilancio e la valorizzazione del sistema termale siano dati dalla garanzia occupazionale dei dipendenti delle società termali e soprattutto ci chiediamo se la proprietà termale crede che il problema occupazionale riguardi solo i dipendenti della società e non la ricaduta sull’intera città di Montecatini».
«Siamo davvero amareggiati nel veder apparire amministratori regionali e comunali a fare protocolli d’intesa con i sindacati per garantire un futuro ai dipendenti delle società, in quanto ancora una volta il problema da risolvere pare essere quello della società e non quello del territorio. E diciamo ancora una volta perché pare ormai chiaro che la soluzione trovata dalla Regione per risolvere il problema Terme sia solo quello di vendere le quote azionarie. Impegnarsi per tutelare i dipendenti è condivisibile, ma se non c’è un impegno per salvaguardare il bene produttivo delle Terme con scelte che portino a investimenti e al loro rilancio, anche la tutela dell’occupazione diventerà una promessa irrealizzata».
Ma per gli albergatori a mancare, ancora una volta, sarebbe un piano che tuteli l’intero territorio, piuttosto che solo l’azienda. «Apprendiamo – si legge nel comunicato degli albergatori – del protocollo d’intesa siglato tra Comune, Regione e sindacati per la salvaguardia dei lavoratori termali. Dopo mesi di assenza di risposte, interventi e azioni, ci chiediamo se il rilancio e la valorizzazione del sistema termale siano dati dalla garanzia occupazionale dei dipendenti delle società termali e soprattutto ci chiediamo se la proprietà termale crede che il problema occupazionale riguardi solo i dipendenti della società e non la ricaduta sull’intera città di Montecatini».
«Siamo davvero amareggiati nel veder apparire amministratori regionali e comunali a fare protocolli d’intesa con i sindacati per garantire un futuro ai dipendenti delle società, in quanto ancora una volta il problema da risolvere pare essere quello della società e non quello del territorio. E diciamo ancora una volta perché pare ormai chiaro che la soluzione trovata dalla Regione per risolvere il problema Terme sia solo quello di vendere le quote azionarie. Impegnarsi per tutelare i dipendenti è condivisibile, ma se non c’è un impegno per salvaguardare il bene produttivo delle Terme con scelte che portino a investimenti e al loro rilancio, anche la tutela dell’occupazione diventerà una promessa irrealizzata».
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