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Monsummano, funziona l’incentivo ai privati per togliere l’amianto

Monsummano, funziona l’incentivo ai privati per togliere l’amianto

Accolte sette domande di cittadini che hanno partecipato al bando del Comune. Contributi fino a 1.250 euro

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MONSUMMANO. La misura è innovativa, guarda alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle normative in vigore, vuole dare un contributo alla lotta contro le discariche abusive di amianto, da sempre piaga in un territorio che ha ampie parti di aperta campagna (la zona del Fossetto è quella più colpita dal problema dell’immondizia a cielo aperto). Il regolamento specifico è stato approvato dal consiglio comunale nel dicembre 2016, ne è seguito un bando pubblico che ha concesso contributi a fondo perduto.

Non una cifra trascendentale per i bilanci del municipio, ma comunque un inizio: 10.000 euro. E a quel bando hanno partecipato otto cittadini proprietari di immobili e fabbricati che si trovano a Monsummano, e sette di loro (una domanda è risultata incompleta) hanno ottenuto dei finanziamenti per il controllo (un tecnico specializzato valuterà lo stato di conservazione), la rimozione e lo smaltimento delle lastre di eternit dalle loro proprietà. Un incentivo dunque per fare le cose come si dovrebbe, come vuole la legge e anche il senso civico, per se stessi e per la città dove si vive.

Il contributo massimo erogato è di 1.250 euro, per un manufatto di cemento amianto (pannelli e isolanti, tubazioni, serbatoi, canne fumarie, lastre piane o ondulate per la copertura di edifici) con una superficie fino a 200 metri quadrati, poi uno di 950 (fino a 100 metri quadri), due di 900 euro (fino a 75 mq) e tre di 300 euro, che è il contributo minimo fissato nel documento pubblicato la scorsa estate dal Comune.

Il beneficio sarà accreditato a coloro che ne hanno diritto come rimborso delle spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento del rifiuto pericoloso.

Due le modalità per la manutenzione (con la tecnica dell’incapsulamento) e rimozione: il privato potrà operare in proprio per manufatti di piccole dimensioni (fino a 12 metri quadrati) richiedendo in seguito l’intervento di una ditta di smaltimento per il trasporto in discarica; se la superficie dell’eternit è più ampia il lavoro dovrà essere affidato fin da subito a un’azienda autorizzata iscritta nell’albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti (lo dice il Piano di protezione dell’ambiente della Regione Toscana). Il titolo edilizio (Scia o permesso a costruire) eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento (in caso di rimozione completa dell’eternit) dovrà essere presentato entro 60 giorni dall’avvenuta comunicazione di ammissione al contributo e di inserimento in graduatoria, ottenuto il via libera dagli uffici comunali l’opera dovrà essere ultimata nel giro di sei mesi, dunque nel corso del 2018.

Luca Signorini

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