Attenzione
larciano castello
Caduta pietre, interviene il prefetto
di Martina Trivigno
Molte le proteste dei cittadini che denunciavano il pericolo
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LARCIANO. Loro, una risposta, l'hanno tanto attesa e, finalmente, qualcosa si è mosso. La buona notizia arriva con una missiva (inviata, per conoscenza, anche alla Polizia e ai comandi provinciali dell'Arma e della Guardia di finanza) con cui il prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, chiede alla sindaca di Larciano, Lisa Amidei e al comandante provinciale dei vigili del fuoco "ogni notizia e iniziativa assunta" sulla caduta delle pietre dalle mura dell'antico borgo medievale di Larciano Castello.
«Alcuni cittadini - scrive Ciuni - hanno evidenziato situazioni di asserita pericolosità che emergerebbero nel territorio di Larciano a causa del degrado in cui verserebbero alcuni manufatti». A rivolgersi al prefetto, il 27 dicembre scorso, sono stati venti residenti del borgo. Che da tempo, ormai, si battono per evitare «conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza degli abitanti», ma anche dei numerosi turisti che, soprattutto in estate, affittano appartamenti. Il problema, in passato, gli abitanti di Larciano Castello lo avevano fatto più volte presente. L’ultima delle quali, il 26 luglio scorso, con un documento accompagnato da venti firme inviato al Comune, al segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e, soprattutto, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio.
Ma, fino ad ora, tutto è rimasto immobile. E così, esasperati, nel dicembre scorso, avevano affidato il loro sfogo alle pagine del Tirreno.
«Le pietre del castello si stanno staccando, una dietro l’altra, con il rischio che qualcuno possa farsi male sul serio. Ma le istituzioni stanno a guardare. E nessuno interviene», avevano detto.
«Cadono pietre anche di 30 centimetri l’una - avevano spiegato al nostro giornale - da un’altezza di circa 15 metri. Le ultime sono venute giù proprio all’entrata del borgo, vicino alla fermata dello scuolabus». E di fronte all'ennesimo silenzio si sono rivolti al prefetto Ciuni. «Ciò che più desta la nostra preoccupazione - si legge nella loro lettera - sono le mura del castello. Massi di notevoli dimensioni continuano a cadere vicino alle abitazioni e sull'unica strada di accesso al paese. Su questa, in prossimità della porta Nord Est incombe un muro che, alla prima pioggia, potrebbe crollare sul tracciato stradale. Le ultime cadute dei massi, invece, sono avvenute in prossimità della porta Nord Ovest, proprio in corrispondenza della fermata dello scuolabus».
«Abbiamo richiesto con solerzia - concludono i residenti - alle autorità competenti una perizia tecnica delle mura e un intervento di messa in sicurezza del paese; ma siamo spiacenti di constatare che ad oggi non è stato fatto niente per salvaguardare la nostra incolumità». Speriamo, insomma, che questa sia la volta buona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Alcuni cittadini - scrive Ciuni - hanno evidenziato situazioni di asserita pericolosità che emergerebbero nel territorio di Larciano a causa del degrado in cui verserebbero alcuni manufatti». A rivolgersi al prefetto, il 27 dicembre scorso, sono stati venti residenti del borgo. Che da tempo, ormai, si battono per evitare «conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza degli abitanti», ma anche dei numerosi turisti che, soprattutto in estate, affittano appartamenti. Il problema, in passato, gli abitanti di Larciano Castello lo avevano fatto più volte presente. L’ultima delle quali, il 26 luglio scorso, con un documento accompagnato da venti firme inviato al Comune, al segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e, soprattutto, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio.
Ma, fino ad ora, tutto è rimasto immobile. E così, esasperati, nel dicembre scorso, avevano affidato il loro sfogo alle pagine del Tirreno.
«Le pietre del castello si stanno staccando, una dietro l’altra, con il rischio che qualcuno possa farsi male sul serio. Ma le istituzioni stanno a guardare. E nessuno interviene», avevano detto.
«Cadono pietre anche di 30 centimetri l’una - avevano spiegato al nostro giornale - da un’altezza di circa 15 metri. Le ultime sono venute giù proprio all’entrata del borgo, vicino alla fermata dello scuolabus». E di fronte all'ennesimo silenzio si sono rivolti al prefetto Ciuni. «Ciò che più desta la nostra preoccupazione - si legge nella loro lettera - sono le mura del castello. Massi di notevoli dimensioni continuano a cadere vicino alle abitazioni e sull'unica strada di accesso al paese. Su questa, in prossimità della porta Nord Est incombe un muro che, alla prima pioggia, potrebbe crollare sul tracciato stradale. Le ultime cadute dei massi, invece, sono avvenute in prossimità della porta Nord Ovest, proprio in corrispondenza della fermata dello scuolabus».
«Abbiamo richiesto con solerzia - concludono i residenti - alle autorità competenti una perizia tecnica delle mura e un intervento di messa in sicurezza del paese; ma siamo spiacenti di constatare che ad oggi non è stato fatto niente per salvaguardare la nostra incolumità». Speriamo, insomma, che questa sia la volta buona.
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