Attenzione
La cena di solidarietà
Turchi racconta la sua lotta alla Sla
L’ex calciatore del Prato per l’evento di beneficenza a Pescia
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PESCIA. La luce che brilla negli occhi di Stefano Turchi ha scaldato e commosso il cuore della platea presente venerdì sera, all’Hotel Villa delle Rose a Castellare di Pescia, per la serata dedicata alla raccolta fondi a favore della onlus “Amici di Stefano” e dell’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla). Un appuntamento, giunto alla terza edizione, organizzato dall’agenzia Axa di Pescia e San Marcello Pistoiese, con i titolari Sergio Gori e Athos Ferrari, e la sezione pistoiese dell’Aisla .
Toccante all’inizio il filmato di un immaginario diario in cui prima il protagonista narra giorni spensierati e quindi, ammalato, non riesce più nemmeno a scrivere lasciando tante pagine bianche che però possono essere riempite grazie a chi supporta la lotta alla terribile malattia. A seguire le parole dalla voce incoraggiante della professoressa Manuela Morandi, e le testimonianze di profondo rispetto nei confronti di Stefano di atleti come Visconti e Tafi.
Dopo la cena, l’asta di beneficenza allestita grazie alle donazioni di artisti, sportivi, imprenditori e società. Non prima però dell’intervento dell’ex calciatore Alessandro Tatti, grande amico di Stefano e istrionico anfitrione che ha “rivisitato” il vangelo secondo Marco: Gesù vide i ricchi gettare tante monete nella cassetta delle offerte mentre una vedova povera, vi fece cadere un soldo; chiamati i discepoli, disse: «questa vedova, così povera, ha messo nel tesoro più di chi ha donato solo il superfluo. Lei, nella sua miseria, vi ha gettato tutto». Infine, il coraggioso ex centrocampista di Prato, Ancona e Chieti ha raggiunto il palco ringraziando e mostrando la sua immensa voglia di combattere in quel sorriso mai crespato dalla minima indecisione.
La parte del leone l’hanno fatte le magliette autografate dei calciatori, aggiudicate fino a cifre vicine ai 400 euro. Intanto Stefano seguito dalla inseparabile moglie Manuela, al tavolo parlava dei suoi progetti e della squadra di calcio che segue in prima persona, il Brusaporto, vicino Bergamo, dove abita. È notte fonda ma pare instancabile. Riparte quasi all’alba perché il tempo non va sprecato e non bisogna smettere di combattere.
Roberto Grazzini
Toccante all’inizio il filmato di un immaginario diario in cui prima il protagonista narra giorni spensierati e quindi, ammalato, non riesce più nemmeno a scrivere lasciando tante pagine bianche che però possono essere riempite grazie a chi supporta la lotta alla terribile malattia. A seguire le parole dalla voce incoraggiante della professoressa Manuela Morandi, e le testimonianze di profondo rispetto nei confronti di Stefano di atleti come Visconti e Tafi.
Dopo la cena, l’asta di beneficenza allestita grazie alle donazioni di artisti, sportivi, imprenditori e società. Non prima però dell’intervento dell’ex calciatore Alessandro Tatti, grande amico di Stefano e istrionico anfitrione che ha “rivisitato” il vangelo secondo Marco: Gesù vide i ricchi gettare tante monete nella cassetta delle offerte mentre una vedova povera, vi fece cadere un soldo; chiamati i discepoli, disse: «questa vedova, così povera, ha messo nel tesoro più di chi ha donato solo il superfluo. Lei, nella sua miseria, vi ha gettato tutto». Infine, il coraggioso ex centrocampista di Prato, Ancona e Chieti ha raggiunto il palco ringraziando e mostrando la sua immensa voglia di combattere in quel sorriso mai crespato dalla minima indecisione.
La parte del leone l’hanno fatte le magliette autografate dei calciatori, aggiudicate fino a cifre vicine ai 400 euro. Intanto Stefano seguito dalla inseparabile moglie Manuela, al tavolo parlava dei suoi progetti e della squadra di calcio che segue in prima persona, il Brusaporto, vicino Bergamo, dove abita. È notte fonda ma pare instancabile. Riparte quasi all’alba perché il tempo non va sprecato e non bisogna smettere di combattere.
Roberto Grazzini
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