Lutto
Assalto al treno, patteggiano in due
Ultras del Viareggio aggredirono i tifosi del Montecatini alla stazione Lido-Capezzano
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MONTECATINI. Due ultras del Viareggio hanno patteggiato per l’episodio dell’assalto al treno dove viaggiavano i tifosi del Montecatini: episodio, avvenuto il 23 aprile scorso, per cui erano stati denunciati dalla polizia. Che peraltro è ancora a caccia di ulteriori responsabili.
Di fronte al giudice del tribunale di Lucca Antonia Aracri, con l’accusa rappresentata dal pm Giuseppe Amodeo, il 45enne Vincenzo Chiaro ha patteggiato una pena di 3 anni, mentre il 29enne Sergio Giannecchini ha patteggiato 2 anni. Entrambi erano accusati di lesioni gravi ed erano assistiti dall’avvocato Enrico Carboni. La pena consentirà loro di non andare in carcere: sarà scontata con quella che si definisce “misura alternativa”, quasi sempre servizi sociali. A dispetto di accuse che erano molto pesanti.
L’episodio risale come detto all’aprile del 2017 e ha origine da una rivalità molto accesa nel calcio toscano: quella tra Viareggio e Montecatini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, domenica 23 aprile intorno alle 18,30, un treno che percorre la tratta Massa-Montecatini su cui si trovano i tifosi termali - reduci dalla trasferta apuana - viene preso d’assalto, all’altezza della fermata di Lido-Capezzano, da un gruppo di circa dieci soggetti col volto travisato. «Questi — spiegava la polizia — hanno aspettato l’apertura delle porte per iniziare un lancio di sassi diretti all’interno del vagone in cui, oltre ai tifosi che tornavano dall’incontro Massese-Montecatini, erano presenti numerosi viaggiatori. Dopo la sassaiola, gli assalitori sono saliti sul vagone alla ricerca del gruppo rivale del Montecatini, riuscendo a trascinare sulla banchina e a malmenare un ragazzo di 15 anni che, nel frattempo, non era riuscito a darsi alla fuga. Fortunatamente il giovane, che ha trascorso la notte in osservazione all’ospedale Versilia, riportando due ferite al cranio lacero-contuse con una prognosi di 10 giorni, è stato sottratto all’aggressione da un compagno e riportato sul treno».
I tifosi ritenuti tra i responsabili dell’aggressione sono stati individuati dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza.
Di fronte al giudice del tribunale di Lucca Antonia Aracri, con l’accusa rappresentata dal pm Giuseppe Amodeo, il 45enne Vincenzo Chiaro ha patteggiato una pena di 3 anni, mentre il 29enne Sergio Giannecchini ha patteggiato 2 anni. Entrambi erano accusati di lesioni gravi ed erano assistiti dall’avvocato Enrico Carboni. La pena consentirà loro di non andare in carcere: sarà scontata con quella che si definisce “misura alternativa”, quasi sempre servizi sociali. A dispetto di accuse che erano molto pesanti.
L’episodio risale come detto all’aprile del 2017 e ha origine da una rivalità molto accesa nel calcio toscano: quella tra Viareggio e Montecatini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, domenica 23 aprile intorno alle 18,30, un treno che percorre la tratta Massa-Montecatini su cui si trovano i tifosi termali - reduci dalla trasferta apuana - viene preso d’assalto, all’altezza della fermata di Lido-Capezzano, da un gruppo di circa dieci soggetti col volto travisato. «Questi — spiegava la polizia — hanno aspettato l’apertura delle porte per iniziare un lancio di sassi diretti all’interno del vagone in cui, oltre ai tifosi che tornavano dall’incontro Massese-Montecatini, erano presenti numerosi viaggiatori. Dopo la sassaiola, gli assalitori sono saliti sul vagone alla ricerca del gruppo rivale del Montecatini, riuscendo a trascinare sulla banchina e a malmenare un ragazzo di 15 anni che, nel frattempo, non era riuscito a darsi alla fuga. Fortunatamente il giovane, che ha trascorso la notte in osservazione all’ospedale Versilia, riportando due ferite al cranio lacero-contuse con una prognosi di 10 giorni, è stato sottratto all’aggressione da un compagno e riportato sul treno».
I tifosi ritenuti tra i responsabili dell’aggressione sono stati individuati dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza.
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