Attenzione
Ricercato da due anni lo arrestano grazie al gps
Per un mese i carabinieri hanno tenuto sotto controllo i movimenti dell’auto utilizzata dalla compagna e quando a bordo è salito l’uomo sono entrati in azione
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MONTECATINI. Questa volta non ha avuto scampo. Sì perché i carabinieri gli stavano alle calcagna da quando, un paio di mesi prima, era riuscito a balzare giù dall’auto fermata a un posto di controllo e a dileguarsi fra i campi. E quando hanno capito di essere nuovamente sulle sue tracce, hanno fatto in modo di non perderle, piazzando un gps sull’auto che sospettavano il giovane avrebbe prima o poi utilizzato. Ed è stato grazie al dispositivo satellitare che nel pomeriggio di venerdì i militari dell’Arma sono riusciti a bloccare e a portare in carcere il 30enne ricercato albanese, latitante ormai da due anni.
A.M. (queste le iniziali fornite dal comando provinciale dei carabinieri), senza fissa dimora, era riuscito a sfuggire all’arresto una prima volta, agli inizi del novembre scorso, quando nel corso di un controllo da parte di una pattuglia dei carabinieri del Norm di Montecatini, avvenuto a Massa e Cozzile, mentre si trovava a bordo dell’auto di un conoscente, era fuggito nella macchia riuscendo a far perdere le proprie tracce, dopo avere abbandonato i documenti, risultati contraffatti, intestati ad un cittadino greco.
I militari del Nucleo operativo e radiomobile avevano avuto il sospetto che si trattasse invece di un ricercato albanese, la cui presenza stata segnalata da qualche mese nella Valdinievole, e che la sua precipitosa fuga fosse dettata dal tentativo di sfuggire ad una condanna definitiva di sei anni di reclusione per spaccio di stupefacenti ed evasione, pendente nei suoi confronti e risalente al 2015. Una pena complessiva inflittagli dai tribunali di Prato e Pistoia.
I carabinieri hanno dato il via così una serrata attività di indagine che li ha portati nell’arco di in un mese ad individuare la compagna del ricercato, domiciliata a Montecatini, non coinvolta nei suoi traffici. Sorvegliando quindi gli spostamenti della donna, successivamente sono riusciti a risalire ad una Fiat Punto da lei utilizzata, nella quale, agendo nel cuore della notte, hanno nascosto un rilevatore di posizione Gps, ipotizzando che l’auto avrebbe potuto essere utilizzata anche dal ricercato.
Da quel momento, ogni volta che il gps segnalava che era in movimento, i carabinieri non hanno più perso di vista l’auto. È stato così che, nel pomeriggio di venerdì sulla Punto – che nella mattinata era stata utilizzata da persone apparentemente estranee ai fatti – hanno visto salire due uomini, uno dei quali corrispondeva alla descrizione del ricercato. Dopo un lungo pedinamento, che si è protratto anche nelle province di Prato e Firenze, ne hanno avuto la certezza. E hanno deciso di entrare in azione quando, a Pieve a Nievole, l’auto si è fermata all’altezza del passaggio a livello di via Buonamici, che in quel momento aveva le sbarre abbassate.
La Punto è stata circondata e i militari hanno intimato ai due occupanti di scendere: uno di loro, il passeggero, era effettivamente il 30enne ricercato, che non ha opposto alcuna resistenza all’arresto. Anche in questa occasione il giovane albanese era in possesso di documenti di identità ellenici falsi, che sono stati sequestrati e per il cui possesso è stato denunciato.
Dopo la formalizzazione dell’arresto al comando di via Tripoli, è stato trasferito al carcere di Pistoia.
A.M. (queste le iniziali fornite dal comando provinciale dei carabinieri), senza fissa dimora, era riuscito a sfuggire all’arresto una prima volta, agli inizi del novembre scorso, quando nel corso di un controllo da parte di una pattuglia dei carabinieri del Norm di Montecatini, avvenuto a Massa e Cozzile, mentre si trovava a bordo dell’auto di un conoscente, era fuggito nella macchia riuscendo a far perdere le proprie tracce, dopo avere abbandonato i documenti, risultati contraffatti, intestati ad un cittadino greco.
I militari del Nucleo operativo e radiomobile avevano avuto il sospetto che si trattasse invece di un ricercato albanese, la cui presenza stata segnalata da qualche mese nella Valdinievole, e che la sua precipitosa fuga fosse dettata dal tentativo di sfuggire ad una condanna definitiva di sei anni di reclusione per spaccio di stupefacenti ed evasione, pendente nei suoi confronti e risalente al 2015. Una pena complessiva inflittagli dai tribunali di Prato e Pistoia.
I carabinieri hanno dato il via così una serrata attività di indagine che li ha portati nell’arco di in un mese ad individuare la compagna del ricercato, domiciliata a Montecatini, non coinvolta nei suoi traffici. Sorvegliando quindi gli spostamenti della donna, successivamente sono riusciti a risalire ad una Fiat Punto da lei utilizzata, nella quale, agendo nel cuore della notte, hanno nascosto un rilevatore di posizione Gps, ipotizzando che l’auto avrebbe potuto essere utilizzata anche dal ricercato.
Da quel momento, ogni volta che il gps segnalava che era in movimento, i carabinieri non hanno più perso di vista l’auto. È stato così che, nel pomeriggio di venerdì sulla Punto – che nella mattinata era stata utilizzata da persone apparentemente estranee ai fatti – hanno visto salire due uomini, uno dei quali corrispondeva alla descrizione del ricercato. Dopo un lungo pedinamento, che si è protratto anche nelle province di Prato e Firenze, ne hanno avuto la certezza. E hanno deciso di entrare in azione quando, a Pieve a Nievole, l’auto si è fermata all’altezza del passaggio a livello di via Buonamici, che in quel momento aveva le sbarre abbassate.
La Punto è stata circondata e i militari hanno intimato ai due occupanti di scendere: uno di loro, il passeggero, era effettivamente il 30enne ricercato, che non ha opposto alcuna resistenza all’arresto. Anche in questa occasione il giovane albanese era in possesso di documenti di identità ellenici falsi, che sono stati sequestrati e per il cui possesso è stato denunciato.
Dopo la formalizzazione dell’arresto al comando di via Tripoli, è stato trasferito al carcere di Pistoia.
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