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Banca svaligiata finisce in carcere giovane pesciatino

Banca svaligiata finisce in carcere giovane pesciatino

Altri tre arresti per il colpo messo a segno il 1° dicembre da una banda di 8 persone alla Popolare di Lodi a Moneglia

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PESCIA. I carabinieri lo hanno sorpreso poco prima dell’alba, nella sua abitazione, a Pescia. E il 29enne romeno, con precedenti specifici, non ha potuto tentare la benché minima reazione. A finire in manette, uno dei quattro componenti ancora ricercati della banda di otto romeni che nella nottata del 1° dicembre scorso irruppe all’interno della filiale della Banca Popolare di Lodi a Moneglia (Genova) per compiere un furto. Quella notte, intorno alle 2, dopo aver divelto la porta di ingresso principale e una seconda porta interna, i ladri entrarono a volto travisato all’interno dell’istituto di credito svuotando le casse “cash-in” e allontanandosi velocemente con un bottino di circa circa 27.000 euro.

Quattro componenti della banda furono arrestati quasi subito, poi il Nucleo investigativo dei carabinieri di Genova ha stretto il cerchio intorno alla banda, risalendo agli altri quattro componenti, tutti romeni. Tre dei quali sono stati arrestati ieri mattina, in provincia di Pistoia e in quella di Lucca. Mentre un quarto è ancora ricercato. In carcere, su ordine del gip di Genova, sono finiti, oltre al 29enne residente a Pescia (P.A.A. le iniziali fornite dall’Arma) C.C.M., 39 anni, con precedenti specifici, e S.I.G., 32 anni incensurato.

La notte del 1° dicembre, i ladri si erano dati alla fuga con il bottino. Ma poche ore quattro di loro erano incappati in un posto di blocco all’uscita di un casello autostradale, nello Spezzino. Oltre all’orario dell’insolita trasferta, le 5 di mattina, per la quale i quattro romeni (tre residenti a Viareggio) non erano riusciti a dare spiegazioni, erano stati traditi da un portafoglio con 4.220 euro in banconote di vario taglio. E soprattutto dalla presenza nell’auto di attrezzi da scasso. Non c’era voluto molto quindi ai carabinieri per collegarli al furto in banca commesso poche ore prima a Moneglia. La prova schiacciante era poi arrivata col ritrovamento di tre rotoli di banconote di vario taglio, per 10.500 euro, nel corso di un successivo e minuzioso sopralluogo lungo l’ipotetico itinerario di fuga dei malviventi, ripercorso a ritroso dai carabinieri. Denaro lanciato dai ladri dal veicolo in marcia dopo aver notato la presenza dei carabinieri, assieme a numerosi indumenti e scarpe utilizzati per compiere il furto. Proprio il numero di indumenti rinvenuti, nonché il disavanzo di circa 10.000 euro tra quanto complessivamente rubato e quanto rinvenuto, avevano fatto presupporre ai militari che i quattro fermati non fossero gli unici ad aver preso parte al furto. Ipotesi investigativa che aveva trovato pieno riscontro nella successiva attività d’indagine, che ha portato all’esecuzione degli ulteriori tre provvedimenti cautelari.

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