Il Tirreno

Montecatini

divieti disattesi a capodanno 

“Tracciabilità” dei botti per scoraggiare chi li acquista

MONTECATINI. «Ogni anno ormai, anche nei giorni prima del Capodanno e in barba alle evidenti inefficaci ordinanze municipali, si ripete la tradizione sciocca e pericolosa dello scoppio di botti....

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MONTECATINI. «Ogni anno ormai, anche nei giorni prima del Capodanno e in barba alle evidenti inefficaci ordinanze municipali, si ripete la tradizione sciocca e pericolosa dello scoppio di botti. Tutta la Valdinievole, nonostante i divieti e gli appelli degli amministratori locali e sui social da parte di amanti degli animali e di chi intende il festeggiamento un momento civile e nel rispetto delle altrui esigenze, si trasforma puntualmente luogo di guerriglia urbana. Indipendentemente dai casi eclatanti di gente che si ferisce o ferisce, o causa seri danni materiali, è comunque arduo sortir di casa sotto il fuoco incrociato dei bellicosi festeggianti, che mettono a repentaglio pure le auto in sosta sulla strada».

Inizia così un intervento di Cinzia Silvestri, che sottolinea come la preoccupazione maggiore vada agli animali, «ai quali spesso, dopo consulto veterinario, vengono somministrati rimedi omeopatici o farmaci calmanti per ovviare alla paura, al terrore che li assale nell’udire per mezz’ore intere quel fracassodavvero stupido. Inutile dire che tutto questo ha anche un costo economico».

E dopo aver evidenziato che anche quest’anno, Montecatini e Monsummano si sono distinte per i botti, in quantità, durata e potenza, lancia una proposta: «Come accade per altri prodotti di libero commercio, anche per i botti sarebbe opportuno creare una sorta di tracciabilità dal fornitore al consumatore finale. Chiedere un documento di identità potrebbe aiutare a rendere più consapevoli e responsabili gli acquirenti. Certamente un’ordinanza pensata in questo senso necessita di riscontri normativi adeguati per essere legittima ed operativa, ma potrebbe essere un deterrente migliore del semplice divieto, di fatto puntualmente disatteso. Controllare chi acquista i botti e quanto spende per comperarli è sicuramente anche un buon redditometro, perché non tutti possono permettersi di spendere centinaia di euro per sfogare la propria voglia di festeggiar sparando. L’inutilità dei divieti così come concepiti sinora dovrebbe far riflettere chi di dovere che forse lo strumento normativo deve essere cambiato, altrimenti continueremo anno dopo anno a lamentarci inutilmente».



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