Il Tirreno

Montecatini

Rubano attrezzi agricoli e due aratri d’epoca

Rubano attrezzi agricoli e due aratri d’epoca

Razzia dei ladri in una rimessa di proprietà di due anziani in via Riaffrico Il figlio: «È come se ci avessero portato via parte della nostra storia»

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MONTECATINI. Furto di attrezzi agricoli e... di storia dell’agricoltura nella campagna di Montecatini. L’episodio risale all’ultima settimana dell’anno, quando una fattoria di via Riaffrico è stata presa di mira da ladri che, evidentemente, sapevano dove e quando colpire. Vittima una coppia di anziani contadini, ormai in pensione, che, data l’età, escono raramente di casa. I due vengono quotidianamente assisti, a orari ben precisi, dai figli. E proprio uno di loro, nel giorno di capodanno, ha fatto la brutta scoperta. «Entrando in una delle rimesse per prendere una cosa l’ho trovata svuotata – racconta il figlio – erano spariti due aratri d’epoca e il sostegno in ruote ferrate di uno dei due aratri. Oggetti che appartenevano alla mia famiglia da generazioni, dallo scarso valore materiale, ma dall’enorme valore affettivo. Dalla stessa stanza poi si erano volatilizzati un antico abbeveratoio in pietra e una rete per la raccolta delle olive. A quel punto ho cominciato a controllare nei vari annessi e ho scoperto che la “visita” non si era limitata a quella stanza: tra le cose che erano sparite un’altra grossa rete per la raccolta delle olive, una matassa nuova di rete per recinzione, alcune vecchie damigiane in vetro, persino una tettoia in vetroresina avvolta».

Un colpo studiato, di questo è sicuro il figlio della coppia: «Chi ha agito sapeva bene quando, come e dove colpire. Intanto si tratta sicuramente di più persone, perché si tratta in alcuni casi anche di oggetti pesantissimi, come gli aratri. E poi sapevano quando potevano agire indisturbati, ossia negli orari in cui non avrebbero rischiato di essere visti da me o da mia sorella, così come sapevano bene che i miei genitori solo raramente escono di casa. Quindi si tratta di persone che conoscevano le nostre abitudini, perché ci avevano osservato. E per portare via tutta quella roba ci deve essere voluto del tempo, e lo hanno fatto quando sapevano che nessuno li avrebbe disturbati. Non è la prima volta che i ladruncoli si fanno vivi da queste parti, ma finora, al massimo, si erano portati via della frutta o della legna ».

«A questo punto non mi è rimasto altro da fare che sporgere denuncia ai carabinieri, che dovrò integrare perché mi sono accorto di altre cose che erano sparite e di cui non mi ero reso conto all’inizio – conclude il figlio – di certo si tratta di un furto messo a segno negli ultimi giorni, perché appena una settimana prima era ancora tutto al suo posto. Però è una cosa che mi ha fatto iniziare malissimo il nuovo anno, non tanto per il valore di ciò che ci è stato portato via, ma per il senso di frustrazione e di impotenza che ti lascia addosso. E poi c’è il vedersi portare via una parte della propria storia. Probabilmente di tutta la refurtiva quegli aratri erano la cosa che valeva do meno, ma erano quelli che usavano i miei bisnonni e per noi non avevano prezzo. È come se ci avessero portato via una parte della nostra storia».



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