Il Tirreno

Montecatini

Terme in vendita, ma con garanzie

Da sinistra: la consulente Ventura, l’Au Brogioni, l’assessore Fratoni e il sindaco Bellandi a passeggio in città dopo un’assemblea dei soci (Foto Nucci)
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Da sinistra: la consulente Ventura, l’Au Brogioni, l’assessore Fratoni e il sindaco Bellandi a passeggio in città dopo un’assemblea dei soci (Foto Nucci)

La Regione svela i meccanismi della cessione delle quote (ma non del Tettuccio). Approvato il bilancio 2017: -5,3 milioni

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Approvato il bilancio delle Terme del 2016, con una perdita da oltre 2,5 milioni di gestione corrente ai quali si somma (come anticipato nei giorni scorsi) la svalutazione da 2,8 milioni della società partecipata Gestioni complementari (Torretta, tennis club e campo pratica golf), che porta il totale a 5 milioni e 333mila euro. Predisposto, ma non ancora approvato, anche un piano di risanamento che, come abbiamo già scritto, riguarda una più favorevole ricontrattazione del debito con le banche. Per l’ingresso del nuovo amministratore unico (il commercialista pesciatino Alessandro Michelotti) si dovranno invece prima fare ulteriori passaggi burocratici e attendere la fine di gennaio, per cui Carlo Brogioni resta alla guida della società in regime di prorogatio.
Sono questi i principali risultati emersi dall’assemblea dei soci di ieri. Ma altre importanti novità emergono da un comunicato della Regione. «Entra nel vivo – vi si legge – il percorso di cessione delle quote delle Terme di Montecatini. La giunta regionale ha approvato una proposta di modifica al Piano di razionalizzazione delle società partecipate, che riguarda in particolare Terme di Montecatini Spa in cui si inseriscono modalità e novità, per la cui attuazione si è ritenuto di posticipare i termini della gara al 31 maggio 2018». «Anche se – commenta l’assessore regionale Federica Fratoni – è nostra intenzione procedere nei primi mesi del nuovo anno».
«Dato che la società è titolare di concessione pubblica – prosegue la nota – la gara dovrà essere preceduta da un accordo col Comune in merito alla definizione di alcuni pre-requisiti da richiedersi sulla base delle “Norme per la disciplina della ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque termali”. Tali requisiti si rendono opportuni perché la società concessionaria dovrà essere in grado di garantire un piano industriale relativo agli interventi di tutela e valorizzazione della risorsa, nonché alla promozione del territorio, alle ricadute economiche e occupazionali». «In pratica – commenta Fratoni – si tratta di una normativa che ci consente di cedere le quote non semplicemente al migliore offerente, ma anche sulla base delle capacità imprenditoriali e su una serie di garanzie».
La gara terrà anche conto della necessità di salvaguardare la proprietà pubblica del Tettuccio (come rivelato ieri dal Tirreno), considerato il suo alto valore storico. E sarà previsto l’inserimento di una clausola sociale a tutela dei livelli occupazionali in rispondenza all’accordo raggiunto coi sindacati. E poi si prevede un piano B che proceda parallelamente alla gara.
«La delibera – scrive la Regione – prevede l’ipotesi di cessione della partecipazione a un fondo comune d’investimento immobiliare chiuso e che, a tale scopo, possa essere aperta una richiesta di manifestazione d’interesse. Così, nel caso in cui la gara avesse esito negativo, è già predisposta una seconda via in modo da definire l’operazione rapidamente senza perdite di tempo».
«L’operazione che la Regione sta mettendo in campo nel cedere la propria quota di proprietà delle Terme – dice Fratoni – deve essere un’occasione di rilancio del sistema termale. Per questo la gara verrà articolata tutelando l’interesse pubblico nella gestione della risorsa acqua, nella tutela dei lavoratori, nelle ricadute economiche per l’intera città e nella salvaguardia della proprietà pubblica del Tettuccio che rappresenta l’identità di Montecatini».
«Ciò su cui ci stiamo impegnando da mesi – dice l’assessore regionale al bilancio Vittorio Bugli – è fare in modo che la vendita della quota di partecipazione della Regione, imposta dalla legge Madia, si trasformi in un’occasione di rilancio delle Terme. Mi sembra che siamo sulla buona strad».
«L’approvazione del bilancio 2016 – scrive in una nota l’amministrazione comunale – rappresenta un fondamentale traguardo, a cui seguirà un bilancio 2017 che potrà contare sulle somme derivanti dall’acquisizione della Palazzina Regia da parte del Comune e su un possibile esito positivo del contenzioso con Unipol. Parallelamente sono state fatte tutte le stime dei valori immobiliari, che ammontano a oltre 60 milioni di euro, ed è stato predisposto un piano di risanamento che permetterà alla società di affrontare con maggior respiro l’annosa situazione debitoria con le banche».
«L’arrivo di capitali privati e investimenti nel settore termale – conclude il Comune – può avere ricadute positive garantendo l’offerta di nuovi prodotti attrattivi che mancano da troppo tempo. Questo processo deve basarsi in un procedimento selettivo dei soggetti privati, che dovranno fornire un piano industriale concreto che sarà credibile solo se accompagnato da solide garanzie sugli investimenti».

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