Sicurezza
“Forbice” da 13 milioni per i bilanci delle Terme
Si passerà dai meno 5 di quello in approvazione domani in assemblea dei soci ai più 8 per il successivo. Tutta colpa di uscite (ed entrate) straordinarie
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MONTECATINI. Una forbice da 13 milioni di euro tra due bilanci (2016 e 2017), manco fosse un’azienda in rampa di lancio della new economy o (all’opposto) una società con un improvviso crollo delle quotazioni in borsa. Eppure è quanto ci dovremo aspettare (spicciolo più, spicciolo meno) dai conti delle Terme. L’assemblea dei soci sarà chiamata domani ad approvare il bilancio 2016 (sul filo di lana per non incorrere nelle sanzioni previste dalla omessa presentazione del documento) con una perdita che supererà i 5 milioni di euro, ma visti i tempi (ormai si è chiuso anche il 2017) siamo già in grado di anticipare che la prossima primavera il nuovo bilancio vedrà un segno più da… 8 milioni!
Numeri straordinari. In entrambi i casi, come si può intuire, non si tratta di numeri determinati da un’imprevista oscillazione del gradimento per i trattamenti termali (i costi di servizio e del personale restano ben saldi in cima alle cause del profondo “rosso” di bilancio), ma di uscite (nel 2016) ed entrate (nel 2017) straordinarie, che conferiscono alla situazione economica e finanziaria dell’azienda una veste così contraddittoria.
Bilancio 2016. Andiamo per ordine: domani in Palazzina Regia Comune e Regione approveranno i conti del 2016, di cui si è iniziato a parlare la scorsa primavera e di rinvio in rinvio (l’ultimo solo pochi giorni fa) l’appuntamento si è trascinato fin quasi a lambire il nuovo anno. Il via libera definitivo da parte del collegio sindacale, che ha certificato un’azienda in “sostanziale salute”, è arrivato da poco tempo e la perdita segnalata in fondo al documento ammonta a oltre 2 milioni. Ma, come detto, al segno meno dovrà essere aggiunta anche una svalutazione della società partecipata “Gestioni complementari” (ovvero stabilimento Torretta, tennis club e campo pratica di golf): una perizia del 2008 determinò infatti la messa a bilancio di una plusvalenza, con la quale ora si devono fare i conti in seguito all’ultima rivalutazione immobiliare (che ha anche stabilito un patrimonio totale da 64 milioni). Un costo in più per la società, quindi, di circa 3 milioni (da qui il totale, con segno meno, da 5,2-5,3 milioni), ma di carattere straordinario che non si riproporrà nel 2017.
Bilancio 2017. Messa così sembrerebbeun “dramma economico” per le Terme. Ma quest’anno già si sa che la situazione sarà completamente ribaltata fino a portare il bilancio a un incredibile segno “più” che, qualora tutte le caselle andassero al loro posto, potrebbe vedere la cifra in fondo alla pagina del documento “gonfiarsi” fino a toccare gli 8 milioni euro. Anche in questo caso sono previste voci straordinarie, ma si tratterà – a differenza del 2016 – di plusvalenze. Nel documento 2017 compariranno infatti importanti entrate come i 3,3 milioni della vendita della Palazzina Regia al Comune (grazie a un finanziamento del Cipe) e, molto probabilmente, anche i proventi derivanti dalla favorevole sentenza che le Terme hanno vinto con Unipol. In questo caso sono in ballo 9,8 milioni ed è vicino un accordo tra le parti che farebbe rinunciare alla compagnia di assicurazioni il ricorso in Cassazione, in cambio di uno “sconto” (la trattativa oscilla tra il 20 e il 50% più scomputo degli interessi).
Coperta ampia. Una cifra sostanziosa entrerebbe comunque nelle cassi termali, facendo lievitare il segno positivo a bilancio di diversi milioni di euro. E garantendo così una “copertura” sufficiente per tutte le operazioni che andranno a termine nel 2018: dalla ricontrattazione del debito con il pool di banche al piano di risanamento globale della società, fino alla cessione delle quote della Regione.
David Meccoli
Numeri straordinari. In entrambi i casi, come si può intuire, non si tratta di numeri determinati da un’imprevista oscillazione del gradimento per i trattamenti termali (i costi di servizio e del personale restano ben saldi in cima alle cause del profondo “rosso” di bilancio), ma di uscite (nel 2016) ed entrate (nel 2017) straordinarie, che conferiscono alla situazione economica e finanziaria dell’azienda una veste così contraddittoria.
Bilancio 2016. Andiamo per ordine: domani in Palazzina Regia Comune e Regione approveranno i conti del 2016, di cui si è iniziato a parlare la scorsa primavera e di rinvio in rinvio (l’ultimo solo pochi giorni fa) l’appuntamento si è trascinato fin quasi a lambire il nuovo anno. Il via libera definitivo da parte del collegio sindacale, che ha certificato un’azienda in “sostanziale salute”, è arrivato da poco tempo e la perdita segnalata in fondo al documento ammonta a oltre 2 milioni. Ma, come detto, al segno meno dovrà essere aggiunta anche una svalutazione della società partecipata “Gestioni complementari” (ovvero stabilimento Torretta, tennis club e campo pratica di golf): una perizia del 2008 determinò infatti la messa a bilancio di una plusvalenza, con la quale ora si devono fare i conti in seguito all’ultima rivalutazione immobiliare (che ha anche stabilito un patrimonio totale da 64 milioni). Un costo in più per la società, quindi, di circa 3 milioni (da qui il totale, con segno meno, da 5,2-5,3 milioni), ma di carattere straordinario che non si riproporrà nel 2017.
Bilancio 2017. Messa così sembrerebbeun “dramma economico” per le Terme. Ma quest’anno già si sa che la situazione sarà completamente ribaltata fino a portare il bilancio a un incredibile segno “più” che, qualora tutte le caselle andassero al loro posto, potrebbe vedere la cifra in fondo alla pagina del documento “gonfiarsi” fino a toccare gli 8 milioni euro. Anche in questo caso sono previste voci straordinarie, ma si tratterà – a differenza del 2016 – di plusvalenze. Nel documento 2017 compariranno infatti importanti entrate come i 3,3 milioni della vendita della Palazzina Regia al Comune (grazie a un finanziamento del Cipe) e, molto probabilmente, anche i proventi derivanti dalla favorevole sentenza che le Terme hanno vinto con Unipol. In questo caso sono in ballo 9,8 milioni ed è vicino un accordo tra le parti che farebbe rinunciare alla compagnia di assicurazioni il ricorso in Cassazione, in cambio di uno “sconto” (la trattativa oscilla tra il 20 e il 50% più scomputo degli interessi).
Coperta ampia. Una cifra sostanziosa entrerebbe comunque nelle cassi termali, facendo lievitare il segno positivo a bilancio di diversi milioni di euro. E garantendo così una “copertura” sufficiente per tutte le operazioni che andranno a termine nel 2018: dalla ricontrattazione del debito con il pool di banche al piano di risanamento globale della società, fino alla cessione delle quote della Regione.
David Meccoli
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