Il Tirreno

Montecatini

«Natale, una storia vera se ci impegniamo a non essere spettatori»

di ROBERTO FILIPPINI (*)

L’angelo disse loro: Non temete, ecco io vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi , nella città di Davide , è nato per voi un Salvatore , che è Cristo Signore. Questo per voi...

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L’angelo disse loro: Non temete, ecco io vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi , nella città di Davide , è nato per voi un Salvatore , che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama. ( Lc 2,10 14)

L’oggi dell’annuncio si riferisce a quel giorno, anzi a quella notte in cui nacque Gesù, si riferisce al tempo e alla vicenda del figlio di Maria di Nazareth, che ha vissuto e operato in Palestina poco più di duemila anni fa, che ha proclamato la gioiosa notizia del Regno di Dio e ha insegnato ad amare l’umanità fino a morirne.

Il Natale di Cristo non è una favola, non è un mito consolatorio, non è la magia di un incantesimo che ci fa tutti più buoni “per un giorno”… Il Natale di Cristo che noi festeggiamo è storia e… una storia che continua. Quell’oggi risuona ogni volta che viene proclamato il Vangelo e si riferisce anche a questo nostro tempo che stiamo vivendo. Noi siamo interpellati come i pastori. A noi è annunciata una grande gioia. Per noi è nato il salvatore , per noi Gesù, il bambino di Betlemme è il Messia, il Signore e….. con Lui la gloria di Dio illumina anche la nostra notte e i nostri giorni tanto oscuri e bui.

Giovanni XXIII e Madre Teresa , santi dei nostri tempi, dipinti dal Maiani nell’Affresco di S.Salvatore in mezzo alla folla degli umili che adorano, ci testimoniano che “a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome” (Gv 1,12).

La storia di Gesù continua se non ci sentiamo solo spettatori di una bella rappresentazione, ascoltatori passivi di un meraviglioso racconto.

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori si dicevano l’un l’altro: “ andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino nella mangiatoia. ( Lc 2,15-16)

La storia di Dio è vera ma chiede di inverarsi nel nostro coinvolgimento... Gli eventi riprendono verità se anche noi, come i pastori, dopo che la schiera angelica è scomparsa, ci alziamo e pur nel buio della notte, andiamo in cerca “dell’avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere…”: lo incontreremo in tutti gli esclusi, gli emarginati, i deboli, i dimenticati e coloro che soffrono, in tutti i fratelli che chiedono di essere amati.



(*) vescovo di Pescia

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