La manifestazione
giustizia
Chiuse le indagini sull’ex sindaco pd di Pescia
Per la Procura di Firenze Giurlani si è appropriato di oltre 720.000 euro
PESCIA. La procura di Firenze ha chiuso le indagini nei confronti di Oreste Giurlani, l’ex sindaco di Pescia finito agli arresti domiciliari il 1° giugno scorso e rimesso in libertà il 26 successivo. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di peculato e di traffico di influenze illecite. Reato, quest’ultimo, che nella sua veste di presidente dell’Unione dei Comuni montani della Toscana, Giurlani, 53 anni, Pd, avrebbe commesso in concorso con l’imprenditore pratese Andrea Carlo Breschi, 71 anni.
Entrambi gli indagati hanno ricevuto in questi giorni l’avviso di conclusione delle indagini, che precede quello di richiesta di rinvio a giudizio.
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Le contestazioni riguardano i presunti illeciti che l’ex primo cittadino di Pescia avrebbe commesso dal 2012 al 2016, anni in cui rivestiva ancora la carica di presidente dell’Uncem Toscana. In base alle indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Firenze, si sarebbe appropriato di 724.331 euro autoliquidandoseli dai conti correnti dell’ente di cui aveva la disponibilità diretta. Nel dettaglio, 338.784 euro in assenza di giustificativi di qualsiasi tipo; 241.784 “per rimborsi autocertificati (ma non documentati) gonfiati negli importi (per la percorrenza di 11.000-12.000 chilometri mensili) e in buona misura non pertinenti alla funzione pubblica svolta (cappotti femminili, attrezzature sportive, cellulari); 142.960 per contratti di collaborazione per consulenze effettuate su suo stesso incarico e senza alcuna attività in più svolta rispetto a quella istituzionale di presidente.
La seconda accusa riguarda i 39.000 euro che Giurlani avrebbe ricevuto dall’imprenditore pratese per averlo aiutato a proporre il suo prodotto informatico ai Comuni aderenti all’Uncem e ai pubblici ufficiali che operano per la rete telematica regionale.
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