Il dolore
contenzioso
«Nessun ritardo per costruire la nuova Casa della Salute»
MONSUMMANO. «Nessun ritardo sulla realizzazione della nuova sede della Pubblica Assistenza Monsummanese e sugli spazi da adibire a Casa della Salute come conseguenza del contenzioso pendente al Tar...
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MONSUMMANO. «Nessun ritardo sulla realizzazione della nuova sede della Pubblica Assistenza Monsummanese e sugli spazi da adibire a Casa della Salute come conseguenza del contenzioso pendente al Tar della Toscana sull'esproprio dell'area ex Macelli di via Mameli». Lo sostiene il Comune in una nota dopo l'articolo del Tirreno che dava conto del ricorso amministrativo (l'udienza per la trattazione del caso è fissata al 21 novembre 2018) presentato dal vecchio proprietario dei terreni, Bruno Bindi, dove da tempo è in corso di realizzazione un edificio conosciuto in città come “astronave” (per la sua particolare forma e per il suo colore biancastro). Prosegue l'amministrazione nella replica: «Nessuna influenza avrà il contenzioso sull'apertura dell'importante polo sanitario, infatti con il completamento dei lavori in corso la Casa della Salute sarà inaugurata a primavera, così come confermato dalla dirigenza della Società della Salute della Valdinievole (che la gestirà insieme all'Asl, ndr). Ed è facile ipotizzare anche che in tale data ci sarà l'apertura del presidio da parte dell'associazione di volontariato sociale, punto di riferimento, insieme ad altre, per i cittadini monsummanesi e non solo». Poi sulla bega giudiziaria (il privato chiede un risarcimento danni pari a 1 milione e 500.000 euro e la restituzione dei beni sgombri da costruzioni).
«La vicenda si riferisce ad un contenzioso abbastanza singolare – continua il Comune - in quanto con aree definite pubbliche dall'atto di pianificazione (cioè il Regolamento urbanistico) con destinazione a verde e parcheggi, la sentenza favorevole al privato dava ragione per un difetto di procedura ma non per l'esproprio, esproprio eseguito e con aree formalmente di proprietà del Comune di Monsummano ed urbanizzate a tale fine. La vicenda si incentra solo sull'indennità di esproprio, che poi le pretese del privato siano le reali somme sarà tutto da definire nelle aule di tribunale e ci vorranno anni». (lu.si.)
«La vicenda si riferisce ad un contenzioso abbastanza singolare – continua il Comune - in quanto con aree definite pubbliche dall'atto di pianificazione (cioè il Regolamento urbanistico) con destinazione a verde e parcheggi, la sentenza favorevole al privato dava ragione per un difetto di procedura ma non per l'esproprio, esproprio eseguito e con aree formalmente di proprietà del Comune di Monsummano ed urbanizzate a tale fine. La vicenda si incentra solo sull'indennità di esproprio, che poi le pretese del privato siano le reali somme sarà tutto da definire nelle aule di tribunale e ci vorranno anni». (lu.si.)
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