Il Tirreno

Montecatini

Da Marliana a Mosca per conquistare l’Oscar degli chef

Luca Signorini
Giacomo Lombardi mostra il premio ricevuto a Mosca
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Giacomo Lombardi mostra il premio ricevuto a Mosca

Dopo una già lunga carriera internazionale, Giacomo Lombardi  è stato incoronato nella mitica Piazza Rossa agli Awards 2017

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MARLIANA. Il miglior chef di Mosca è nato a Marliana. Circa 3.000 chilometri separano il borgo collinare dalla capitale della Grande Madre Russia: una distanza che evidentemente tra i fornelli non si avverte. E non è questione di ideologie (il piccolo paese da tradizione vira a destra), ma di bravura. Giacomo Lombardi ha 47 anni, con la cucina ha girovagato il mondo. La scorsa settimana la sua consacrazione nei paraggi della Piazza Rossa. In un mega-evento sulle sponde della Moscova, gli Awards 2017: in cui sono il pubblico, gli imprenditori e i personaggi in vista della città che votano e assegnano i premi.

«È stata per me una grande soddisfazione, qui se hai delle idee le sviluppi al meglio, e poi quello che è italiano va tutto di moda – dice Lombardi – Non posso però dimenticare da dove sono partito: Montecatini è da sempre una grande scuola nel mio mestiere».

Il primo incarico di Lombardi (era il 1987) fu il glorioso “L’angolo” di via Marconi (adesso si chiama Oca Nera). Poi, tre anni a Parigi e il rientro in patria a farsi le ossa, anche negli hotel. A Montecatini due 4 stelle: il “Francia & Quirinale” e il “Tamerici & Principe”. All’Excelsior di Firenze si sale di livello (è un 5 stelle lusso). Nel curriculum c’è anche il ristorante “La Baita” di Marliana, a un passo da casa. Ma i venti, non ancora dell’est ma comunque internazionali, chiamavano. A Monaco di Baviera, chef della “Locanda Picolit”, altri due 5 stelle lusso, il “Cala Volpe” in Costa Smeralda e il “Chesa Veglia” a Saint Moritz. Per cinque anni (dal 2000 al 2005) l’avventura come titolare di attività, con “La Cala del Ghiotto", ristorantino a Massa Cozzile, tra il colle e località Croci.

L’arrivo a Mosca è del 2008: «Avevo un contratto di tre mesi per sostituire il compianto chef Marco Zampieri (scomparso nel 2010, ndr) nella cucina della “Cantinetta Antinori”, locale chic ritrovo di imprenditori, politici e persone di alto livello. Ci sono rimasto un anno».

Da lì l’ascesa: il ristorante “Peperoni”, poi “Karlson”, “Leps Bar”, “Spiaggia Olivetta”. Alta gastronomia, gusto italiano in terra russa. Rubli sonanti, «anche se il rapporto qualità-prezzo è migliore che in Italia, ad eccezione del vino. La città è cara ma la ristorazione è a forte concorrenza, e il conto è meno salato», assicura lo chef.

Il premio che Mosca gli ha concesso è grazie al suo lavoro da “Ugolok” (si cucina su otto stufe a carbone) e “Community”, locale con teatro e biblioteca (in un palazzo che ospita anche un’università) che offre un mix tra pietanze tricolori e cinesi. Lombardi cura pure i menù per un paio di ristoranti ad Astana (Kazakistan), a San Pietroburgo e a Brjansk (la città russa delle mucche). Progetti per il futuro: la collaborazione in due bistrot di prossima apertura, “Cocò” (cucina francese) e “Montifiori” (sapori israeliani). «E ho fatto da mangiare all’allora presidente Medvedev – ricorda – I dottori hanno analizzato i prodotti che utilizzavo e la loro composizione batterica, e una volta nella sua residenza ho dovuto consegnare tutti i miei effetti personali. Ma alla fine è andata bene».
 

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